Mese: marzo 2017

Cos’è la vita?

Qui si può spaziare dalle cazzate più atroci ai pensieri più profondi. Cos’è la vita? Ci saranno tante definizioni quanti esseri umani sul pianeta. Puoi intenderla in senso biologico, religioso, spirituale, ottimista, pessimista, temporale…a voi la scelta.
Se ci pensi, non c’è concetto più indefinito e contraddittorio. C’è chi la ama al punto da sopravvalutarla, chi la odia al punto di non volerla e di togliersela. Noi siamo la vita e la vita non potrebbe esistere senza di noi. La ricreiamo continuamente attraverso i nostri figli ma non possiamo confonderla con l’amore. Quest’ultimo passa e se ne va, la vita che hai generato resta e genererà altra vita.
Puoi vederla ovunque, in un albero, in un gattino o in un cucciolo smarrito, in uno sguardo rubato, nel sole che sorge ogni mattina, e senza il quale nessuna vita sarebbe possibile sotto questo cielo.
La vita attraversa il tempo e si sa che se attraversi qualcosa, costantemente l’attrito ti consuma per questo il tempo consuma la vita che ha sempre avuto il segreto sogno di sconfiggere il tempo. Forse lo ha già fatto e non lo sappiamo perchè sono in molti a credere che la vita non sia soltanto una. I cattolici parlano di vita eterna, non qui ma in un paradiso che non possiamo conoscere, nè forse mai conosceremo. I buddisti e gli induisti parlano di reincarnazione, un percorso ciclico in cui la vita si identifica con l’anima e non con col corpo che la contiene. Non è mia intenzione farne una questione filosofica o religiosa, credete a ciò che più vi piace, ma in entrambi i casi vivetela fino in fondo.
Quanti interrogativi si porta dietro questo concetto. Viviamo in un universo di cui non conosciamo neanche le dimensioni, perchè trascendono la nostra umana comprensione, allora è possibile pensare che la nostra sia l’unica forma di vita?
Fatto sta che, comunque la si intenda, è un concetto radicato nel profondo. Siamo meccanicamente programmati per preservarla, se mi gettano addosso qualcosa alzo un braccio d’istinto per proteggermi, lo stesso meccanismo adotta la vita in tutti i suoi aspetti.
C’è anche chi gioca a fare Dio sulla terra con la vita degli altri, i medici e gli assassini. I primi a fin di bene per preservarla, i secondi per toglierla con la violenza, ma entrambi devono provare, con opposti principi, analoghe sensazioni.
Ci sono quelli per cui è una corsa in cui si battono per arrivare primi, ma ci sono anche coloro che fanno molta più strada rimanendo completamente fermi.
La vita traccia sentieri misteriosi, a volte toglie quando credevi di avere e a volte, improvvisamente, ti da tutto quello di cui hai bisogno. Per alcuni è una strada ripida ed in salita, piena di sassi ed erbacce, per altri un nastro liscio e scorrevole che però regala a tutti la possibilità di andare avanti.
Alcuni la collegano al gusto: forte, amaro, delicato, piccante, dolce, insomma un piatto da gustare senza soffocarsi.
Può essere solo una scatola vuota che ci è stata data affinchè la riempissimo di cose belle da ricordare ogni tanto o, viceversa, da dimenticare.
Forse è una cosa addirittura senza senso se ti guardi attorno, ma se riesci a nascondere la rabbia in un abbraccio, se riesci a trasformare le lacrime in una lezione e riesci a diventare il riferimento di chi non ha conosciuto la tenerezza, quando riesci a trasformare la tristezza in allegria e riesci a preservare la tua dignità nei momenti difficili o quando ami davvero, allora puoi trovarci il senso che forse essa ha…

Intervista particolare

Salve, sono un piccolo abitante della Terra… come dice? Non si ricorda cos’è la Terra? Bè posso capirlo di fronte ai Suoi criteri dimensionali, ma è un minuscolo pianetino In fondo a Via Lattea, sulla destra. Mi spiace disturbare, magari è impegnato a creare qualche nuovo Universo o a tappare qualche buco nero che sta distruggendo intere galassie come per noi potrebbe fare una talpa nel prato… lo so non sa cos’è una talpa ma si fidi.
Senta, visto che sono qui, mi piacerebbe farLe qualche domanda e credo che Lei ben abbia le capacità di creare Universi e rispondere contemporaneamente.
Vede, ora che mi trovo qui nella stanza dei bottoni, capisco che noi siamo una razza che se la crede un pò troppo, pensiamo di essere strafighi perchè abbiamo l’Iphone 7 e riusciamo a fare anche le videochiamate, viaggiamo su aerei supersonici e ci ammazziamo l’un l’altro per conquistare un pezzetto di quel pianetino. Lei crede che questo sia giusto? Cioè aveva previsto che fossimo così stupidi? Mi piacerebbe capire perchè, me lo sto chiedendo da anni. Cos’è un anno? Vabbè, lasci perdere, vedo che non ha neanche l’orologio.
Mi sta chiedendo chi è il nostro rappresentante ufficiale? Fino a poco fa c’era un tale Matteo Renzi, ora c’è uno che si chiama Gentiloni. Mi chiede chi è? Guardi, a dire il vero non lo so neppure io, si immagini se lo sa Lei… ma ora capisco che Lei non ha idea della merda in cui siamo ma non gliene faccio una colpa.
Sa, su quell’insulso pianetino c’è persino gente che afferma di essere stata incaricata da Lei di guidare ed istruire le anime dettando leggi che poi neanche loro seguono, Lei ne sa qualcosa? L’impressione che ne ho io è che costoro sono come quelli che si presentano a casa affermando di essere gli incaricati della lettura del contatore della luce o del gas e quando gli apri la porta, entrano e ti derubano di tutto.
Ah, quindi mi sta dicendo che non sa chi siano questi incaricati e che Lei se la sbriga tutto da solo? Chissà perchè lo supponevo.
Mi scusi, ma Lei ha fratelli o parenti che magari sanno qualcosa della Terra o che abitano lì vicino? Glielo chiedo perchè laggiù ci si combatte e si muore da millenni non solo per il territorio, ma anche perchè ci sono popolazioni che credono di essere le uniche a conoscerLa e dicono che Lei avrebbe dettato comandamenti e creato svariati paradisi con fiumi di latte, vergini, e che sia alquanto incazzato con noi dal tempo in cui una tipa di nome Eva Le rubò una mela dal Suo albero in giardino. Ah, mi dice che neanche le piacciono le mele e che non ha mai avuto alberi e tantomeno giardini?
Senta, non vado oltre, ho visto che ha la sala d’aspetto piena. Solo le chiedo di non mandarci qualche asteroide a distruggerci prima del tempo. Ci dia la possibilità di migliorare… magari torno tra un miliardo di anni per sapere come va la vita dalle Sue parti e potrò dirLe se le cose sono finalmente cambiate.

La sindrome dell’impostore

Una delle trappole più infide che la società di oggi ha costruito artificialmente è la cd “sindrome dell’impostore”.
Essa non è altro che la paura di non essere all’altezza per ricevere i riconoscimenti e gli apprezzamenti degli altri.
Il più delle volte, quando raggiungiamo ciò che ci siamo prefissi di ottenere pensiamo che sia dovuto al caso o a fattori esterni, mai a meriti nostri e quindi o subentra la paura di non poter mantenere quel livello oppure la paura che se gli altri sapessero chi siamo veramente non ci stimerebbero così tanto.
Da qualunque lato la si guardi, c’è sempre un divario, più o meno profondo, tra come ci percepiscono gli altri e come noi ci sentiamo realmente. Può essere occasionale, ma arriva spesso a diventare un modo di essere costante perchè il nostro sistema sociale marcio incentiva questo sentire.
I modelli di oggi sono diventati i personaggi del cinema, della TV ed in genere dello spettacolo. Se non sei magro/a come tizio/a o vestito/a come caio/a, sei inferiore; se non hai l’ultimo modello di PC o di smartphone ti guardano con disgusto.
I tuoi genitori hanno fatto sacrifici per iscriverti alla tale università e tu non ottieni i risultati che si aspettano da te, quando magari il tuo sogno è stato sempre quello di recitare in teatro (ricordate “l’attimo fuggente” con Robin Williams?).
Adolescenti che hanno avuto rapporti che emarginano le amiche perchè sono ancora vergini, iniziazioni nei college o nelle scuole, in caserme, appartenenza a sette religiose, ecc. Se non sei schierato ed inquadrato in un gruppo “alla moda” non sei nessuno e da qui nasce la nostra ansia di non essere all’altezza.
Ma all’altezza di che? Ognuno di noi credo sia un essere unico ed irripetibile, come un’impronta digitale o come un fiocco di neve, non ne esistono due uguali, quindi perchè si devono costringere gli esseri umani a somigliare a questo o a quello o a possedere questo o quello per essere qualcuno? Perchè non concentrarsi unicamente sul realizzare se stessi liberi da qualsiasi condizionamento esterno? Perchè questo modo di pensare è ignorato ed anzi avversato? Parlare in prima persona, a questo punto, sarebbe già un traguardo, perchè quando ascolto qualcuno che inizia una conversazione con il “noi” fuggo via a gambe levate perchè è un morto che cammina.
Antony De Mello, a tale proposito ha scritto un libricino che vi consiglio di leggere: “Messaggio per un’aquila che si crede un pollo”, perchè se fai nascere un’aquila in una covata di galline questa non scoprirà mai che sa volare e passerà a terra il resto della sua vita credendo di essere un pollo.

La grande truffa del sistema bancario

Visto che ho scritto un post qualche giorno fa su quella carta straccia che è l’Euro, voglio tentare di riassumere in poche righe come funziona alla base il sistema monetario per cercare di far capire quanto siamo vittime di una gigantesca truffa ordita dalle banche mondiali che gestiscono tutto il potere del mondo.
Partiamo da una semplicissima domanda: secondo voi chi stampa il nostro denaro? Tutti avranno pensato che sia la zecca di stato o comunque un ente che faccia parte dello stato. Risposta errata!
Le banconote in Euro vengono stampate dalla BCE che è un consorzio privato costituito dalle varie banche centrali dei paesi che ne fanno parte. Allora poniamoci la domanda successiva: chi sono i soci della Banca d’Italia? La risposta la trovate in rete, è un elenco pubblico ma nessuno ne parla.
Ci troviamo quasi tutte le banche private presso cui abbiamo depositati i nostri averi, oltre a compagnie assicuratrici come UnipolSai, Allianz, Generali, con quote diverse che è possibile verificare (l’azionista di maggioranza è Intesa San Paolo).
Non credo ci sia bisogno di dire che tutti i “proprietari” della Banca d’Italia non hanno niente a che vedere con lo Stato. Sono imprese private che fanno l’esclusivo interesse dei loro azionisti e quindi dei banchieri.
Ma allora? Il popolo sovrano? Sovrano un cazzo, il popolo zitto e muto che tanto si fanno i cazzi loro, non certo i nostri.
Fino a qualche tempo fa vigeva l’obbligo della “riserva aurea”, in altre parole si poteva stampare denaro corrispondentemente alle riserve auree detenute dalle stesse banche, ma i banchieri lo hanno abolito (o meglio, fatto abolire dai politici corrotti al loro soldo senza che la gente abbia saputo nulla). Adesso quel limite non esiste più e quindi questi signori si stampano tutto il denaro che vogliono, senza alcun limite. Non è difficile intuire come le crisi economiche, in questa maniera, sono pilotate dall’alto. Se voglio generare una crisi smetto di stampare denaro, se voglio farla cessare o limitare mi metto a stampare.
La BCE, quindi stampa gli Euro che “presta” ad interesse alle banche centrali degli stati che si impegnano a restituirlo con il debito interesse. E dove lo prendono questo denaro le banche? Ma dal popolo, accollando a quest’ultimo sia il debito che l’interesse attraverso le tasse, i mutui, le accise e tutta quella selva di balzelli che siamo costretti a pagare e che ci costano sangue e sacrifici. Per cosa, poi? Per ripagare una manica di ladri che quella moneta se la stampa in misura illimitata e che paga solo il costo della carta su cui la moneta è stampata. Dove credete abbiano trovato i venti e passa miliardi per salvare la banca Montepaschi ormai fallita? Vi sembra giusto tutto ciò? Tutte le costituzioni affermano che il popolo è sovrano e quindi anche del potere monetario che spetterebbe al popolo attraverso lo Stato. Con la Lira era così. Chi lo ricorderà, sulle lire c’era scritto “biglietto di Stato a corso legale”, “pagabili a vista al portatore”, “la legge punisce i produttori e spacciatori di biglietti falsi”, tutte frasi connesse al potere del popolo. Oggi sull’Euro è tutto sparito, come mai?
Certo il discorso è molto più complesso, il signoraggio, la riserva frazionaria, ecc. ma diventerebbe noioso. Il succo è quello che ci stanno fregando sotto il naso e nessuno ne parla.
Vi cito, in proposito le famose, illuminanti e terrificanti parole di Henry Ford, il ricchissimo imprenditore americano fondatore della Ford Motor Company: “Meno male che il popolo non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perchè se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione”.

Abbiamo toccato il fondo

Voglio postare di getto qualcosa in merito ad una notizia che mi ha letteralmente sconvolto e che da l’idea del punto di non ritorno a cui siamo arrivati in questo misero paese.
Il primario ortopedico di un’istituto ospedaliero milanese (che per motivi personali di salute frequento anche io e per questo mi sconvolge), è stato arrestato perchè accusato di essere al servizio delle multinazionali farmaceutiche in campo protesi.
Fin qui, mi direte, nulla di strano… in Itaglia ci siamo abituati, figuriamoci se un medico non prende benefit e mazzette dalle case farmaceutiche… che medico sarebbe? Uno che vuole guarire i pazienti? Figurati! Mosche bianche.
Eh no, il fenomeno della medicina mica si è limitato a questo come tutti i suoi colleghi, questo esimio dottore, nel corso delle indagini della magistratura, è stato intercettato al telefono e pare abbia detto: “ho rotto il femore ad una vecchietta di 78 anni per allenarmi”.
E’ conosciuto come “super-interventista”, nel senso che se anche respiri male lui ti opera al femore o al ginocchio, perchè ogni intervento che fa prende soldi. Lo hanno denunciato i colleghi, il che è tutto dire. Della serie allo schifo c’è anche un limite. Non siamo santi, ma tu esageri…
Questo pollo è stato scoperto e spero marcisca in galera o finisca a fare il veterinario in Botswana, anzi no, poveri animali, ma quanti ce ne sono di bastardi così?

Vampiri energetici

Ebbene si, sono tra noi, sono tanti e sono difficili da scoprire. Potrebbero essere nel vostro gruppo di amici, sul posto di lavoro, al club, al bar e persino nella casa in cui vivete.
Sono chiamati anche “vampiri psichici” e non possono fare a meno di succhiare l’energia di chi ne ha in abbondanza perchè loro ne sono perennemente sprovvisti.
Può sembrare una follia ma riflettete. A chi non è mai capitato di provare un certo senso di ansia o nervosismo dopo aver parlato o interagito con una persona particolare?
Vi siete mai sentiti “svuotati”, di cattivo umore dopo l’incontro con qualcuno?
Non avete mai sentito il bisogno di fuggire quando siete a contatto con certe persone che vi irritano o che invadono la vostra sfera, magari vomitandovi addosso lamentele e problemi?
In quest’ambito ci sono vampiri “inconsapevoli”, che non si rendono conto di ciò che fanno, tenendovi magari ore a parlare narcisisticamente dei loro problemi, e (categoria peggiore), quelli consapevoli, che ti ostacolano, ti fanno sentire sbagliato, che infieriscono sui tuoi punti deboli.
Sono individui che non riescono ad affermare se stessi se non attraverso l’annientamento degli altri, perchè se ti vedo più triste di me ne posso trarre giovamento e sentirmi più potente. Non amano essere interrotti se parlano o fanno qualcosa, mentre non si pongono affatto il problema di disturbarti se hanno bisogno di qualcosa. Sono invidiosi, i tuoi successi sono colpi di fortuna, mai risultato di sforzo o fatica e quando ti danno consigli, dicono di farlo “per il tuo bene”. Diffidate sempre da chi pronuncia quelle parole.
Queste persone esistono davvero e tutti ne abbiamo consapevolezza. Vanno evitate, punto e basta. Certo se si tratta di estranei la cosa è semplice, ma non è infrequente che li si abbia in famiglia o sul lavoro e qui iniziano i problemi.
In questo caso ci vuole molta più forza, diplomazia, consapevolezza e fermezza nel non dire sempre di si, nell’acconsentire a tutto, ma occorre ritagliarsi il proprio spazio vitale e tenere fuori il vampiro per quanto possibile, senza farvi trascinare nella loro perenne sofferenza.
E voi ci credete che esistono?

Le donne…

Per metà dell’universo dovrebbero essere un mistero, ma lo sono davvero? Non lo so, non mi basterebbero tutte le vite vissute da uomo per capirlo e forse quelle vissute da donna le ho dimenticate. Sono la parte che a quell’altra metà manca, perchè tutto nella vita è complementare. Sono la più nobile forma di dualismo che esiste sulla terra.
Mi sono sempre chiesto perchè le donne sono considerate dagli uomini come universi a se stanti; parlano troppo, sono iperattive, insistenti, tenaci, caparbie… tutte qualità che dal punto di vista maschile diventano spesso difetti ma che in effetti non lo sono. Sono ciò che a noi manca.
Per fare un paragone calcistico, loro sono più avvezze a difendere, la famiglia, ciò che hanno di più caro, i figli, il loro equilibrio, mentre gli uomini pensano di più ad attaccare, a cercare nuove strade, nuove sensazioni. Quando una donna ha raggiunto ciò per cui lotta, si ferma soddisfatta, sperando che duri; un uomo la considera una tappa e passa avanti, mettendo a rischio quello che ha raggiunto, come un maratoneta folle che non riesce a vedere il traguardo, godersi la vittoria e quindi continua a correre rischiando di restarci secco.
Sono cariche di minacciosa bellezza e cercare di capirle è un impresa da folli. Non amano la precisone, ma il non detto, sono volutamente vaghe, con un linguaggio per cui un “si” può essere un “no” e viceversa. Non considerano il “forse” e questo per un uomo è uno sforzo troppo grande.
Gli uomini vorrebbero essere sempre il loro unico amore, a loro basta che quell’uomo sia l’ultimo, non l’unico, perchè loro non dimenticano, piuttosto fanno paragoni.
Se loro parlano per essere capite, lo fanno attraverso lo sguardo e l’intuizione, non attraverso la logica delle parole che gli uomini puntualmente fraintendono e loro puntualmente si incazzano. Se vuoi capire una donna devi guardarla, non concentrarti troppo ad ascoltare ciò che dice. Guardala.
Come i sogni, non sono mai prevedibili e si accorgono del desiderio, ne sentono l’odore e spesso l’uomo emette quella puzza che le fa fuggire.
Loro vedono ogni uomo in modo differente, cercano un ideale che potrebbe incarnarsi in chiunque. Ed ecco che il principe azzurro potrebbe essere basso e con gli occhiali ed avere una bicicletta invece che un cavallo bianco o una Porsche Carrera. Puoi gonfiare i muscoli quanto vuoi ed ammazzarti in palestra, ma se non dimostri di avere qualcos’altro da gonfiare ed altre carte da giocarti, con loro duri il tempo di un verde ad un semaforo.
Sono un’opera incompiuta, perennemente incompiuta, e si riservano il diritto di cambiare idea in corso d’opera, a seconda di ciò che un uomo fa o dice in quel determinato momento. Però, se si ostinano, cercano disperatamente, anche per mesi o anni, un senso a frasi che hanno un solo, evidente senso maschile, ma non corrisponde al loro modo di vedere, quindi cercano di adattarlo ad una delle loro infinite sfumature, e ci soffrono.
Le donne vivono l’attimo come va davvero vissuto e non importa quello che succederà domani. Possono sposare uno stronzo, sapendo che è stronzo, ma in quel momento sono appagate e va bene così. Tanto sanno di avere la forza di far fronte a tutto, anche ai loro errori di un momento, ma quel momento se lo sono goduto in pieno. Certo, si lamentano anche loro, ma la capacità di reagire alle avversità che hanno creato da sole nella loro vita gli consente di vivere l’attimo molto più profondamente di quanto possiamo fare noi uomini.

Banconote

Osservavo un video di un professore di economia che faceva notare una cosa davvero interessante a cui nessuno sicuramente ha mai fatto caso. Prendete una banconota in Euro, di un taglio qualsiasi, e noterete che accanto alle varie dizioni dell’ente che l’ha emessa, cioè la BCE (Banca Centrale Europea) c’è il simbolo del copyright che protegge i diritti d’autore.
Ma come? Sulla moneta in corso legale di un Paese sovrano c’è un simbolo di diritto privato?
Già, perchè l’Euro è la più grande truffa criminale che sia mai stata perpetrata a scapito degli ignari cittadini, perchè la BCE è un consorzio di banche privato che ha come azionisti, le banche centrali dei rispettivi Paesi che ne fanno parte. E chi sono i soci di quelle banche? andate su internet a vedere chi sono i soci della Banca d’Italia… rimarrete sconcertati. E’ tutto pubblico per chi ha voglia di scoprirlo, ma nessuno lo dice.
Ma la moneta non dovrebbe essere un istituto di diritto pubblico? Dove sono finite le scritte “pagabile a vista al portatore”? O “la legge punisce i fabbricanti e gli spacciatori di biglietti falsi”? Sulle vecchie lire c’era, oltre alla scritta “Repubblica italiana”, che testimoniava che la moneta era proprietà della Repubblica e quindi del popolo italiano.
Ma gente come Mario Monti, peraltro mai eletto dal popolo e proveniente non si sa bene da dove, ci ha imposto tutto questo, quindi adesso abbiamo una moneta che, in caso di crisi, sarebbe carta straccia perchè è come i soldi di un Monopoli al cui tavolo noi non siamo certo seduti.
Ah, dimenticavo che nessun’altra moneta al mondo ha stampato il simbolo del copyright, neanche il dollaro…
Che sta succedendo? Apriamo gli occhi ed iniziamo a porci qualche domanda…

L’orologio rotto

Ho un vecchio orologio rotto che porto sempre con me.
Una volta correva e segnava il tempo, un tempo fatto di ricordi, di gioie e di paure per chi l’ha guardato con ansia e trepidazione, sapendo che le sue lancette scandivano la sua vita e quella del mondo che lo circondava. Un orologio rotto, per la maggior parte delle persone, non serve più a nulla, è una cosa inutile, ma per me resta un simbolo che racchiude molti significati, una tappa dell’esistenza, una cassaforte magica.
Lo porto per ricordarmi che anche il tempo si può fermare se si blocca il meccanismo che lo misura, perchè senza quel meccanismo non sappiamo più cos’è il tempo. Quindi esso è relativo e non assoluto. Sono arrivato alla stessa conclusione di Einstein attraverso il ragionamento invece che con una formula matematica come ha fatto lui. Non mi daranno il Nobel ma fa lo stesso.
Anche noi esseri umani siamo orologi che misurano il tempo e prima o poi siamo destinati a romperci.
Ma sarebbe bello se qualcuno, in qualche maniera, ci portasse sempre con se, per il ricordo di ciò che siamo stati, per quei momenti, belli ed anche brutti, che abbiamo saputo segnare. Per quelle ore e giorni che hanno lasciato un segno indelebile in chi ci ha camminato accanto in quella scheggia di tempo segnato dai pur limitati giri di tre lancette in un quadrante.

Lo scienziato

Mi chiamo Julius e nella vita ho studiato ed appreso tanto, spinto da una sete di conoscenza che mi ha sempre tormentato, ho letto innumerevoli libri, ho cercato di carpire i misteriosi segreti dell’Universo, ma oggi, all’età di 60 anni e con tre candidature al premio Nobel, dopo tutto ciò per cui ho vissuto, posso dire che al mondo non esiste una biblioteca così vasta che possa insegnarti l’esperienza più di un solo errore che commetti.
Ho sempre amato la vita ed ho creduto che la scienza dovesse essere al servizio di quest’ultima, ho creduto anche che i segreti che l’Universo celava, e di cui io e pochi altri avevamo le chiavi, avrebbero alleviato le sofferenze dell’umanità ma mi sbagliavo.
Gli uomini sono ciechi e crudeli e, per i loro fini egoistici, non esitano a distruggere i loro simili, siano essi dei singoli o milioni di persone, questo dipende dalla quantità di potere di cui dispongono.
Ho amato la ricerca ma ho conosciuto il peccato, volevo essere vita ma sono diventato morte, il distruttore dei mondi.
Avrei potuto ricevere infiniti allori se non avessi avuto una coscienza ma ce l’ho e sono l’unico con cui ci debbo fare i conti, gli altri che ne sanno? Non è colpa mia se non ce l’hanno.
Ho scoperto che una cosa invisibile come l’atomo può avere un’energia tale da salvare il mondo… ebbene ce l’ha ma può anche distruggerlo. Sta a noi la scelta. Evolvere o allinearsi coi barbari delle prime età.
Ora che sono arrivato alla fine della mia vita non so se chiedere scusa o chiedermi perchè mi è stato dato questo “dono”.
Forse, come tutti geni di passaggio su questa terra, sono stato frainteso.

Stelle

A volte capita, in una notte limpida, di alzare gli occhi al cielo e guardare la volta stellata. Viviamo quasi sempre di giorno ed abbiamo lo sguardo fisso davanti o verso il basso, mai verso l’alto. Chi ha lo sguardo rivolto al cielo è giudicato un distratto, un sognatore distaccato dalla realtà, un tipo con la testa tra le nuvole.
Ma quanto si perde della vita non alzando gli occhi al cielo?
Tutte le grandi opere architettoniche tendono verso l’alto, mai verso il basso, così come l’aspirazione dei desideri e della nostra anima tende verso traguardi più alti. Restare incollati a terra non ha mai significato evoluzione.
Le regali aquile volano alte, poche e sole ma godono di cieli azzurri e vista unica. I polli restano a terra, e si sa che fine fanno.
E’ meraviglioso guardare le stelle, ti rapiscono e ti danno un senso di infinito e di mistero che ti fa sentire piccolo piccolo, ma noi siamo fatti della stessa sostanza di quei giganteschi ammassi di energia che ci sembrano così piccoli alla vista e la cui luce ci arriva sfasata di millenni.
Guardate sempre alle stelle, perché, come diceva Oscar Wilde, “Siamo tutti nati nel fango, ma alcuni di noi guardano alle stelle”.

Scrivere

Dopo il post “leggere” ho pensato fosse naturale evidenziare brevemente, a modo mio, l’altra faccia della medaglia di questa febbre che credo pervada un po’ tutti da queste parti. Già, perché chi è drogato di lettura non può esimersi, almeno una volta nella vita, dal cercare di scrivere. E’ un po’ come chi ama un determinato sport. Di solito non si limita a guardarlo nelle sue più alte espressioni ma cercherà, per una sorta di soddisfazione personale, anche di metterlo in atto.
Scrivere è speculare al leggere. Non si può accumulare una simile energia, derivante dall’impetuoso fluire delle parole di più o meno grandi scrittori senza una valvola di sfogo. Come la macchinetta del caffè, se non avesse quella valvola, esploderebbe.
Il fatto che noi bloggers si sia qui, sta a dimostrare che c’è un fondamento in ciò che dico. Se poi osservo che molti hanno scritto opere compiute oltre ai bei post che ho il piacere di condividere, allora deve essere così.
Per la maggior parte delle persone la scrittura è la comunicazione verso molti, mentre la parola, sua sorellastra, è quella verso i pochi presenti. Una frase, un concetto, carichi di significati profondi possono essere sprecati se seminati in un piccolo territorio inadatto a riceverlo. Ma se si pianta quel seme in un territorio più vasto se ne potrebbero raccogliere splendidi frutti, risultato del confronto con menti simili.
Come disse Walter Benjamin, “Il discorso conquista il pensiero, ma la scrittura lo domina”…