Mese: marzo 2016

Daimon

Riunire le teorie medico-scientifiche con gli antichi miti non è mai stata cosa facile, senza correre il rischio di apparire dei pazzi visionari da relegare ai confini della società che avvalora ed appoggia le comode abitudini consolidate che tanto piacciono alle masse (e soprattutto ai loro manipolatori). Ho appena terminato di leggere il libro di uno psicologo americano che è riuscito in questa impresa in modo magistrale, esponendo una teoria eccezionale che ritengo abbia un fondamento di verità innegabile. Lui si chiama James Hillman ed il libro è “Il codice dell’anima”. La sua teoria prende le mosse dal mito di Er di Platone in cui si afferma che in ognuno di noi esiste una “vocazione”, cioè quel qualcosa che ci rende unici ed irripetibili e che destina ogni nostra scelta. Se lo assecondiamo, la nostra vita potrà essere meravigliosa e ricca di soddisfazioni, in caso contrario, sarà un inferno. Non possiamo inimicarci il nostro Daimon, lui non ama essere trascurato e non è di questo mondo. E’ il nostro “destino”.
Siamo ciò che abbiamo scelto di essere e dobbiamo decifrare il codice della nostra anima se vogliamo vivere una vita felice e trovare il nostro posto nel mondo.
Er, morto in battaglia e risuscitato dopo dodici giorni, racconta agli uomini il destino che li attende dopo la morte, sottolineando come non sarà il dèmone a scegliere le anime, ma le anime a scegliere il dèmone, per cui la responsabilità etica non è del dio, bensì degli stessi uomini che hanno liberamente scelto tra i vari paradigmi o modelli di vita loro proposti nell’aldilà.
Il nostro modello di vita è da sempre scritto nella nostra anima, bisogna assecondare con coraggio quella che risulta essere la nostra vocazione perchè non è stato il Daimon a scegliere noi, bensì noi a scegliere lui e quanto più lo onoreremo, tanto più saremo in connessione con la parte più profonda e vera di noi stessi. La responsabilità è quindi solo nostra, non diamo la colpa a Dio o a nessun altro.
Nella maggioranza dei casi perdiamo di vista il nostro Daimon, non lo assecondiamo, lo trascuriamo per seguire i modelli che la società ci impone e lui, che non può essere ignorato perchè parte ineludibile di noi, tenta prepotentemente di riportarci sulla “nostra” via, mettendoci tutto contro e facendoci addirittura ammalare se non lo stiamo a sentire. Se ci vediamo solamente come un impercettibile palleggio tra forze ereditarie e forze sociali, vittime di un codice genetico, non solo avremo perso una preziosa occasione ma ci renderemo la vita un inferno perchè è stupido andare contro il nostro stesso destino, o chiamatelo Daimon, come più vi aggrada.

Riflessioni

Avete mai osservato l’incredibile coesione ed armonia del volo sincronizzato degli stormi di uccelli nel cielo? O quei banchi di pesci dove ogni singolo sembra coordinato alla perfezione con gli altri come se fossero tutti guidati da una singola mente? Sono costituiti da molte decine di migliaia di elementi ma assumono forme assolutamente armoniose, si aprono e poi si ricompattano in una danza vitale che noi uomini facciamo fatica a comprendere.
Sia pesci che uccelli non sono “guidati” dai segnali di un “capo-formazione”, sarebbe impossibile effettuare certi movimenti sincroni e continui su input di segnali acustici o visivi. Allora come si spiega?
E’ possibile che sia la manifestazione in natura di un fenomeno per ora verificato solo negli studi di fisica quantistica sull’infinitamente piccolo? Sto parlando dell’entanglement, qualcosa di cui siamo venuti a conoscenza nei laboratori ma che potrebbe essere uno dei pilastri delle leggi della natura.
Questo “intreccio” potrebbe avere manifestazioni palesi anche nel mondo macroscopico e soprattutto in quello psichico. Gli animali lo usano abitualmente, noi no.
Ci troviamo spesso di fronte ad un fenomeno che opera su vasta scala e che ci mostra palesemente in che mare di ignoranza abbiamo vagato per secoli ed in cui andiamo ancora alla deriva.
Ma è tutto normale se ci rendiamo conto di vivere in uno stadio di civilizzazione e di evoluzione di coscienza e conoscenza scientifica che si trova ancora in una fase molto arretrata. Non si può negare che si siano fatti grandi progressi tecnologici, siamo riusciti a gettare uno sguardo in zone inesplorate dell’universo infinito, abbiamo l’intero pianeta in una comunicazione simultanea in ogni momento, siamo arrivati a mettere piede su pianeti lontani (anche se considerare “lontana” una distanza nell’ambito del nostro sistema solare è come mettere un piede oltre la soglia di casa rispetto alle dimensioni dell’Universo), stiamo muovendo i primi passi nella manipolazione genetica, ma l’errore che si è fin qui compiuto è stato quello di concentrarci esclusivamente sul mondo della materia, ciò in cui viviamo e sopravviviamo. Abbiamo imparato a riempire smodatamente il nostro stomaco, cerchiamo piaceri impossibili nella nostra ingordigia di accumulazione del denaro, e siamo talmente presi dalla nostra forsennata ricerca del piacere e delle brame di potere che ci siamo completamente dimenticati della natura duale dell’universo: mente e materia, che interagiscono perennemente tra di loro, con una netta predominanza della prima sulla seconda. Forse crediamo di dominare la materia ma siamo dominati dalla mente e quindi siamo schiavi di qualcosa che la stessa mente potrebbe aver creato. L’entanglement quantistico, quella comunicazione biologica dei pesci e degli uccelli di cui ho detto prima, la telepatia, la telecinesi, e tutto ciò che coinvolge la psiche, lo abbiamo considerato una anomalia di cui non parlare, ma esiste ed è la dimostrazione di un regno metafisico che non riusciamo a comprendere e spiegare per cui lo neghiamo. Ma è fisica, non metafisica. E’ la parte sommersa di un iceberg che solo adesso stiamo iniziando ad intravedere e che ci porterà a scoperte inimmaginabili, un “risveglio” dopo un torpore durato migliaia di anni in uno stato di ibernazione che sembrava non finire mai.
Qualcosa di davvero grande governa la nostra realtà. Nei secoli gli uomini lo hanno chiamato “Dio”, in mille modi diversi, perchè tale realtà la sentiamo ma non la capiamo. Ma la strada è aperta ed abbiamo cominciato ad intravedere che possiamo unire quel “sentire” al “capire” certe dinamiche che fanno parte di una realtà vastissima che pervade l’universo intero.