Mese: aprile 2018

Giochi in bianco e nero

L’essere umano è sempre stato affascinato e coinvolto dal gioco, fa parte della sua natura ed è la prima attività in cui si cimenta appena nato. Poi si cresce e, mentre per un bambino il gioco rimane una cosa seria, l’unico lavoro che conoscono, da adulti siamo portati ad associare questa pratica con una accezione negativa, chi “perde tempo” con il gioco è un fannullone, un buono a nulla, un perditempo che preferisce giocare invece che lavorare o svolgere attività “più gratificanti”. Ebbene, se questo, forse, può valere per gli ipnotici e regressivi giochi elettronici della nostra era tecnologica, non può essere fatto in generale perchè, come vedremo, esistono giochi millenari che non possono essere liquidati con il banale termine “gioco” ma rappresentano per l’essere umano molto di più.
L’essere umano sviluppa nel gioco e col gioco la sua personalità e da esso emergono le sue caratteristiche più peculiari. Dimmi come giochi e ti dirò chi sei, potremmo affermare, o, per dirla con Schiller, “l’uomo è veramente tale solo quando gioca, perchè si ritrova e si conosce”.
In genere si associa anche il gioco ai colori, più un gioco è colorato e più attrae bambini ed adulti, infatti i già citati videogames sono un’esplosione di suoni e colori che spesso arrivano a rincoglionire indirettamente persino chi vi sta attorno.
Quando si cresce, riguardo ai giochi, si raggiunge un bivio, che coincide, per come la vedo io, con il livello di sviluppo di un essere umano. La gran parte resta ancorata appunto ai coloratissimi videogames, una versione adulta e partecipativa dei cartoni animati che ipnotizzano i bambini di tutto il mondo, in cui però ti danno cannoni ed armi virtuali con cui ammazzare più cattivoni possibile e tu ti rincoglionisci come un ebete.
Ma, fortunatamente, alcuni di noi sviluppano una predilezione per il bianco e nero, colori simbolo che caratterizzano quei pochi giochi da adulti, carichi di simbolismi arcaici le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Sto parlando degli scacchi, della dama e del backgammon.
Sono giochi in cui non è sufficiente conoscere le regole per affermare di saperci giocare perchè richiedono una visione di insieme che coinvolge zone della mente molto particolari.
Sono giochi che sono più di un gioco comunemente inteso, sono intrisi di un simbolismo che in pochi riescono a percepire, sono la messa in atto dell’eterno dualismo della vita, simbolicamente combattuta dal vivo in quello che yin e yang cercano di riunire.
Una sconfitta in questi giochi non lascia l’amaro in bocca perchè ciò che conta è giocare al meglio la partita, lasciarsi assorbire da essa senza distrazioni, restando massimamente concentrati, ricavandone la suprema lezione di vivere sempre nel qui e ora, una bella lezione di vita insomma.
I giocatori non guardano mai in faccia l’avversario negli scacchi, non è importante; hanno sempre lo sguardo e la mente fissi sulla scacchiera perchè il re bianco siamo noi, ma anche il re nero siamo noi…