Dixie

Io sono Dixie e sono una bambola di pezza. In effetti non ho un nome, non ne ho mai avuto bisogno nel mio mondo delle bambole, ma la piccola Agnese, la bambina a cui sono stata affidata, mi ha chiamata così. Certo prima mi ha chiesto se il nome potesse piacermi ed a me è andato bene, breve e simpatico.

Avete mai visto i bambini come sono concentrati quando parlano con noi? Voi credete che stiano fingendo? Ah, no di certo! Tra di noi sappiamo bene come comunicare. Voi adulti avete perso il contatto col mondo della fantasia, quel mondo dove tutto è possibile e dove le vostre stupide regole non contano nulla. Le nostre sono altrettanto valide ma voi non lo capite perchè siete pieni di voi stessi. Non riuscite a vedere oltre la punta del vostro naso, anzi, spesso, non riuscite a vedere neanche quello, infatti vi fate fessi tra di voi tutti i giorni e non ve ne accorgete neppure.

Credete di avere compreso le regole del mondo e ridete dei bambini che parlano con noi, li vedete come creature ingenue ed immature che hanno bisogno di essere guidati ed istruiti secondo le vostre consuetudini che però continuano a causarvi sofferenze e dolore. La riprova è che nessun bambino poi scampa a quella sofferenza e dolore che gli verrà da quello che gli avete insegnato.

La cosa peggiore è che anche voi siete stati bambini ma non ve ne ricordate mai. Anche voi, un tempo, parlavate con noi e ci capivamo. Abbiamo provato a mettervi in guardia ma avete la memoria così intrisa di carriera, di conti, invidia ed arrivismo appresi che avete scordato la meraviglia di stupirsi davanti ad un tramonto o a seguire le mutevoli forme delle bianche nuvole nel cielo.

La piccola Agnese non dorme mai senza di me e tutte le notti le resto abbracciata vegliando sui suoi sogni innocenti che al mattino commentiamo. Voi dormite sempre da soli anche se avete qualcuno di fianco e passate notti buie e senza sogni e quelle volte che ve li ricordate, li avete dimenticati un attimo dopo perchè non date loro nessuna importanza. Noi bambole invece lo sappiamo bene che i sogni sono messaggi dell’anima quando vaga fuori dal corpo e fa esperienze nuove per dirvi qualcosa, ma per voi sono soltanto stupide fantasie e quasi vi vergognate a parlare di loro, incatenati come siete ad una realtà che neanche vi appaga.

Avete fretta che i vostri figli crescano per avere alleati fidati nel vostro mondo limitato, a cui insegnare qualcosa che altri hanno insegnato a voi prima e così sempre nei secoli senza rendervi conto che l’infanzia è quanto più vicino ci sia al paradiso come voi lo intendete.

Agnese presto sarà grande e si dimenticherà di me. Se sarò fortunata mi conserverà in una buia cassapanca che un giorno riaprirà, e, nel vedermi le affiorerà un sorriso. Sarà tutto ciò che mi resta del ricordo di uno splendido periodo che abbiamo vissuto insieme. Ma va bene così.

In fondo è così che va la vostra vita.

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