Take it easy

Possiamo lamentarci di un sacco di cose riguardo a questa nostra epoca ma occorre riconoscere che ha anche un sacco di qualità: Novità quotidiane, cambiamenti rapidi, possibilità di piaceri impensabili per le generazioni precedenti, tecnologia sbalorditiva.

Ma tutta questa ricchezza non potrebbe nascondere degli insidiosi pericoli? Non sarà per caso che a questa ricchezza esteriore faccia da contrappeso un impoverimento ed una miseria interiori? La grande vetrina del mondo espone quotidianamente nuovi ed invitanti giocattoli che strappano l’uomo dall’attenzione verso se stesso e lo scaraventano fuori dal suo io per farlo lottare ed accaparrarsi tutte quelle meraviglie. Un nuovo, apparente mondo stimolante e pieno di novità tecnologiche ci sta invadendo, impedendoci di focalizzare la nostra attenzione su ciò che davvero siamo. Oggi non sei più giudicato per ciò che sei, ma per ciò che hai.

Ma c’è anche un’altra faccia di questo galoppante progresso ed è l’inquinamento che sta portando ad una rapida contaminazione di cibi, aria ed acqua. Ma non ci sono soltanto questi modelli di inquinamento, c’è anche un notevole inquinamento psichico che sta contaminando il nostro spirito sconvolgendo la nostra spiritualità interiore.

L’invasione della pubblicità e tutte le manipolazioni commerciali provocano volutamente cali di attenzione, di coscienza e di interiorità. Siamo costantemente catturati da mille messaggi vuoti, futili e dannosi, drogati da tutto ciò che è rumoroso, accattivante, facile, già pensato, confezionato e pronto per l’uso. Tutti sanno ciò che è più adatto a te, tu non devi pensarci, ci pensiamo noi. Questa è la tua macchina, il tuo profumo, la tua zuppa, le tue scarpe…ti forniamo tutto noi basta che non pensi con la tua testa. Un bombardamento continuo a cui finiamo per credere, con la conseguenza che se ci credono tutti allora io non posso restare ai margini.

Ma ci vogliono i silenzi per udire le parole, ci vuole uno spazio nella mente affinchè la nostra vera coscienza possa emergere. L’hard-disk della nostra coscienza è ingolfato da troppe cose inutili e più seguiamo ciecamente ciò che è esteriore, meno avremo coscienza.

Abbiamo pensieri e sguardi troppo corti e sempre rivolti all’esterno, attratti come falene impazzite dallo scintillio di quel mondo inutile e fittizio.

Può sembrare una cosa futile, ma la vita che conduciamo nelle città ci accorcia anche lo sguardo, impedendoci di spingerlo in lontananza come potremmo fare invece in spazi aperti ed a contatto con la natura. Palazzi e cemento limitano la nostra vista a pochi metri ovunque volgiamo lo sguardo, l’orizzonte ci è sempre precluso. Poter lanciare lo sguardo il più lontano possibile è invece un modo per allenare la mente alla libertà, ad un’azione più ampia, capace di non farsi imbrigliare ed andare oltre.

Quanti di noi oggi sono davvero capaci di riflettere da soli, con calma, in silenzio? Ed ecco che questa mancanza di spazi interiori provoca angosce, noia, pensieri ossessivi che girano in tondo, ed ecco che preferiamo tornare al più presto all’esterno di noi stessi, a quel vuoto tumulto che ci riempie in modo rassicurante.

Questa società di abbondanza sta creando in noi infinite mancanze. Il troppo cibo ci sta rendendo obesi e cardiopatici, l’abuso di chat e social network ci sta rendendo soli, il troppo lavoro ci sta rendendo stressati e depressi. Troppo di qualcosa corrisponde quasi sempre alla mancanza di qualcos’altro. Non staremo rinunciando a qualcosa di vitale per qualcosa di totalmente inutile ed anzi dannoso?

Schizziamo da un’attività all’altra, non abbiamo mai tempo, c’è una cronica carenza di lentezza, di agire piano e con calma. Oggi c’è chi arriva a dire: “non riesco a stare con le mani in mano”, “se non ho niente da fare impazzisco”, siamo arrivati a questo. Facciamo deliranti e frenetici programmi di attività anche nei weekend o quando siamo in vacanza, abbiamo urgenza di controllare le mail o le novità su Facebook.

Ma è tanto terribile, ogni tanto, restare così senza fare nulla e provare a meditare per dare un’occhiata a quello che abbiamo dentro? Oppure questa azione ci spaventa per quello che potremmo scoprire? Sarebbe tanto terribile fermarsi un’ora ad osservare un tramonto? Scommetto che non ci pensiamo nemmeno a fare una cosa del genere.

Credo che come lo sport sia un toccasana per il corpo, così la meditazione lo è per la mente. Soddisfare un’esigenza di relax e calma mentale certo non è qualcosa di urgente, ma è importante.

Nella vita esiste ciò che è urgente e ciò che è importante. Fare la spesa, pagare le bollette, rispondere alle mail, terminare un lavoro sono tutte cose urgenti. Camminare nella natura, meditare, chiacchierare con gli amici, parlare con i familiari o addirittura non far nulla sono cose importanti. Nella vita, quotidianamente si presentano conflitti tra le cose urgenti e quelle importanti e la dittatura di quelle urgenti non ci lascia spazio alcuno per quelle importanti. L’urgente tenta sempre di prendersi quel poco spazio che dovremmo riservare all’importante.

Non prendiamocela con la cattiva sorte però se nella vita avremo scelto di ignorare completamente ciò che è davvero importante per la vita stessa, dovremo soltanto incolpare noi stessi.

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