La giostra

Rispolvero un vecchio scritto di qualche anno fa a cui sono molto affezionato…

A volte ho l’impressione che vivere la vita di tutti i giorni sia come essere su una giostra. Sei sempre in movimento, è un giro che non finisce mai, spesso sali ad occupare il posto che trovi libero o più vicino oppure dove gli altri ti indirizzano, difficilmente ti siedi al posto che vorresti. O forse è dovuto al fatto che ci sali da bambino e quindi sono i tuoi genitori a scegliere quel posto che loro ritengono più bello o più sicuro. Macchine dei pompieri, ambulanze, cavalli, moto…la giostra è una metafora della vita in cui difficilmente puoi scegliere il posto su cui fare quel giro che ti è toccato.

Anche io sono salito su un posto che non avrei scelto se fossi stato libero di scegliere. All’inizio ti piace comunque, l’ebbrezza del girare, il mondo che ti passa davanti, le grida degli altri, ma dopo un po’ ti rendi conto che la cosa si fa monotona, che il paesaggio è sempre uguale, che rincorri e vieni rincorso ma, in fondo, resti sempre dove sei.

Allora pensi di scendere, vorresti vedere come è il mondo visto da un’altra prospettiva. Ma se gli altri ti vedono scendere mentre la giostra sta girando pensano che tu sia pazzo…non si può scendere dalla giostra, non è permesso farlo. Ti sei guadagnato questo giro, hai occupato un posto e adesso devi aspettare che il giro finisca, poi potrai lasciare il posto ad un altro.

Chi sta girando è felice, spaventato, preoccupato, sereno, agitato ma a nessuno viene in mente di scendere. Io ho deciso di scendere, di vedere il mondo con i piedi per terra, non sulla pedana rotante della giostra, manovrata da chi non vuole che tu interrompa quello che ti è stato assegnato. Non funziona così. Rischi di farti male. Il mondo è fatto da tante giostre, ogni città in cui viviamo lo è, più grande o più piccola, in una fiera di paese o in un luna park e chi non ha un posto sulla giostra è un folle, un emarginato.

Ma io l’ho fatto, sono riuscito a scendere indenne e sto guardando il mondo con altri occhi. E mi rendo conto che il mondo, la vita è completamente diversa vista da quella prospettiva. Posso guardare tutto ciò che mi sta attorno con calma, con i miei tempi, fermarmi quando voglio, proseguire quando mi va. Sulla giostra no, devi girare alla velocità di chi manovra e la prospettiva che hai è sempre la stessa, fatta di cose che ciclicamente ritornano sempre.

E guardi anche chi è rimasto sulla giostra…e ti chiedi come hai fatto a rimanerci per tanto tempo, rinunciando alla possibilità di scandire da solo i ritmi della tua meravigliosa esistenza…

31 comments

  1. Gigi da quanto tempo non passavo a trovarti 🙂 e forse questo post è proprio pertinente per questo tempo. Spesso vorrei scendere dalla giostra della routine, degli “obblighi”, delle costrizioni sociali, di quello che io stessa mi sono costruita con gioia e fatica…probabilmente occorre, talvolta, avere il coraggio di sospendere qualche giro. E respirare. E ossigenarsi.
    Sono stata felice di leggerti, buona serata!!!

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    1. Ciao Marghe! Anche per me è una gioia rileggerti…io vado e vengo come le maree ma alla fine non riesco a staccarmi da tante persone fantastiche che ho conosciuto 😉 sulla “giostra” ci siamo tutti, l’importante è come la si affronta e se proprio non ci piace…avere il coraggio di scendere… Un bacio grande a te e buona serata!

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      1. Ma guarda credo sia anche sano andare e venire e rispettarsi, scrivere quando se ne sente il desiderio e l’ispirazione e parimenti prendersi il proprio tempo e scendere anche in questo caso dalla giostra 🙂

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  2. Io non sono riuscita a scendere ada al giostra e allora mi sono messa a cantare forte forte e i ritmi, in un modo o nell’altro sono mutati (il cavallo è lo stesso, sempre più spelacchiato, ma in qualche modo, riesco a guidarne il galoppo e qualcuno mi galoppa accanto) 🙂

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