Il linguaggio nascosto

Qualche anno fa qualcuno mi suggerì di leggere “Il piccolo principe”. Quasi sdegnosamente risposi che lo avevo già letto molto tempo addietro e che adesso non avevo certo l’età per leggere certe favolette per bambini.
Ma un giorno, non molto tempo fa, una persona a cui tengo molto mi regalò, per il mio compleanno, un’edizione di quell’opera con una dedica che non lasciava spazio ad altre possibilità; dovevo rileggerlo.
Bè vi confesso che mi si è aperto un mondo. C’è un tempo per ogni cosa e se leggi un libro o guardi un film a vent’anni e rileggi quel libro o rivedi quel film anni dopo ti sembra di non rileggere o rivedere la stessa opera.
E’ un pò come giudicare una salita o una discesa a seconda di dove ti trovi. Il libro o il film sono sempre gli stessi, allora cosa è cambiato? E’ cambiata la chiave interpretativa dell’anima, il vostro punto di vista e le chiavi che ci permettono di cogliere certi aspetti che potrebbero essere celati sotto il falso mantello di una favola per bambini. E ce ne sono tante…
Da quella incredibile esperienza, con occhi nuovi e mente nuova, sono andato avanti alla scoperta di tutti quei grandi capolavori che potevano contenere un messaggio nascosto, invisibile agli occhi di una mente non ancora pronta.
Ed è stato così che ho riscoperto “Alice” di Lewis Carroll, “Il gabbiano Johnatan Livingstone” di Richard Bach, sino ad arrivare, ebbene si, alla prima trilogia cinematografica di Star Wars di George Lucas e persino “Harry Potter” ed “Il signore degli anelli”. Lo stesso “Pinocchio” di quel genio di Collodi, riletto oggi avrebbe un gusto diverso.
“Non leggere con gli occhi della mente, bensì con quelli del cuore”, è un pò la parafrasi di ciò che afferma la volpe allorquando dice al piccolo principe “Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”.
Provate a digitare su Google “piccolo principe, aforismi” e leggete che concentrato di meraviglia è contenuto in una “banale” opera per ragazzi…
Mi è venuto da approfondire la conoscenza di certe opere che possono sembrare banali a degli occhi che guardano solo in superficie. Io amo “Star Wars” ed in particolare il personaggio di quel nanetto verde di Yoda. Pare che l’autore si sia ispirato ad Albert Einstein nella sua creazione, e se estrapolate tutte le sue (poche) frasi in quei film otterrete anche lì un concentrato di saggezza profonda che non può sfuggire (su Youtube troverete filmati selettivi in proposito).
Lasciate perdere gli ultimi best seller di stupidi giornalisti servi del regime, provate a rileggervi quelle opere che non avete più aperto da quando eravate bambini, non vi porteranno via molto tempo ma sono certo che vi daranno una ricchezza ed un sollievo inaspettati…
Concludo con con quella che è la mia frase preferita del Petit Prince: “E’ una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito. E’ una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttare via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto. Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è sempre un nuovo inizio.”

74 comments

    1. Ciao e benvenuta! Io porto sempre con me quel libricino…racchiude più insegnamenti sulla vita che mille scaffali di biblioteche…non mi pare che l’autore abbia scritto altro (ci sto pensando adesso), quindi deve essere un messaggio per chi sa coglierlo… 😉

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      1. Antoine de Saint-Exupéry era un aviatore, oltre che uno scrittore; un uomo abituato alle altezze del cielo, alla luce delle stelle che squarcia il buio della notte. Scrisse altri racconti sul volo, credo fosse davvero sempre alla ricerca di un punto di vista diverso, capace di andare oltre.

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      2. E’ vero…e chissà perchè l’altro mio “vangelo” letterario è “Il gabbiano Jonathan Livingstone” di Richard Bach, anche lui aviatore…dici che abbiamo a che fare col cielo? 😉

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      3. vedo che siamo sintonizzati perfettamente…secondo me esistono tante persone ma pochi collanti “validi”. Se riesci ad unire le cose allora sei sulla stessa (alta) frequenza vibratoria….

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      4. Forse in tanti aspirano alla felicità, alla libertà, a quello sguardo capace di andare oltre oltre e di innamorarsi dell’essenziale, ma in pochi continuano a crederci e a cercare quella bellezza, perché, in fondo, “ciascuno di noi è, in verità, un’immagine del grande gabbiano, un’infinita idea di libertà, senza limiti”, ma in pochi sono ancora in grado di osare, rischiare, cadere e rialzarsi, ancora e ancora.

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      5. tutti noi siamo quell’immagine, hai ragione…solo che in tanti non hanno le ali per volare. E non dipende dalla maturità della mente ma da quella dell’anima che, sola, ti può far volare in alto come un’aquila o restare incollata a terra come un pollo…ti confesso che sto leggendo il tuo post di Amèlie e ne sono estasiato…

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      6. Ti ringrazio. Amélie cerca di staccarsi dalle sue zavorre terrene per toccare altezze siderali, a volte ci riesce, altre no, ma vorrebbe non smettere mai di credere che sia possibile inseguire quell’essenziale invisibile agli occhi, anche quando tutto sembrerebbe negarlo.

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      7. non smettere mai di crederci…siamo anime antiche che forse sono arrivate alla fine del loro “samsara”. Quell’essenziale è solo limitato dalla limitatezza dei nostri sensi terreni, ma possiamo fare molto di più…se non fossimo così staremmo a guardarci Bruno Vespa in Tv come tutti… eheheh

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  1. Ciao. Tanto piacere e grazie per seguire i miei scritti!
    Anche a me piace il fatto della rilettura con diverse chiavi a seconda della nostra crescita…lo faccio con pochi libri ma solo per il poco tempo per tutto☺e perché essendo un po’ bookaholic, quando inizio a divorare non smetto più.Idem per una ricerca approfondita di scrittori anziché quelli sugli scaffali in vendita (impegnativo ma più soddisfacente) …a costo di leggere in lingua…
    I pensieri del piccolo principe sono da manuale per tutti❤

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  2. Anch’io lo lessi diversi anni fa..e questo natale,una delle mie amiche me lo ha regalato.conto di rileggerlo presto.esattamente con lo stesso spirito di cui parli tu. Il libro è lo stesso di sempre,ma io no. Sono diversa da allora e diversa da ogni giorno che verrà. Quindi ne vale la pena. Vedere cosa è cambiato in me,capire dettagli e sottigliezze che forse prima non avrei percepito né compreso.

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  3. Ciao! Tra i libri che hai citato “Il gabbiano J. Livingstone”, secondo me lo dovrebbero leggere tutti. È iniziatico, per me fantastico. L’interpretazione cambia in base alle nostre esperienze, quindi hai proprio ragione, i libri vanno riletti.

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    1. Ciao Giorgiana, ti confesso che “Il gabbiano” ha cambiato la mia vita, è stato quasi un’illuminazione e quindi sono d’accordissimo con te…sono certo che i ragazzi nelle scuole sarebbero felici di leggere questo tipo di libri invece che “I promessi sposi”… 😉

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  4. “Il piccolo principe” mi fu regalato dalla mia adorata maestra elementare quando i miei genitori decisero che saremmo tornati a vivere in Italia, lasciano Buenos Aires per sempre. Per loro era un ritorno, per me un nuovo inizio. Forse per questo la maestra mi regalò quel libro, forse me lo regalò per attutire il dolore che mi dilaniava al pensiero dell’imminente separazione dalla mia terra natia, non so.
    Il libro adesso è a casa dei miei, un po’ ingiallito e rovinato; il titolo sulla copertina recita “El principito” e mi pare che la dedica inizi con “Mi querida peliroja….” (dai capelli rossi). Non ho mai onorato quel libro, non ho mai letto quella esatta copia in spagnolo; ne ho letta una molti anni dopo -che mi sono comprata da sola- , in italiano. E se un po’ mi commuovo scrivendo questo commento, credo che la prossima volta che salirò a casa dei miei, mi leggerò quella esatta copia del libro e poi la porterò con me a Roma.
    E’ strano come volte, i pezzi di un puzzle, trovino inaspettatamente una collocazione. Grazie Gek.

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      1. Il libro l’ho letto da adulta, 10 anni fa, perchè anche io un po’ lo snobbavo e dicevo “Sì, poi lo leggerò”. Adesso lo rileggerò mettendomi nei panni di una maestra che lo regala ad una nana dai capelli rossi che piange perchè deve andarsene di là dall’oceano. Chissà cosa mi “dirà” …

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  5. ebbene si è l’occhio “terzo” del lettore che è chiamato a scovare il visibile dall’invisibile (Derrida)… Io di recente ho riletto, in integrale Moby Dik… dio mio un saggio vertiginoso dell immane confronto tra l’uomo e il Dio incombente e assente… concordo con te Giggino

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  6. Meno di quattro mesi fa un’intensa lettura pubblica di un lungo brano del Piccolo Principe ha colto più di una persona alla sprovvista… più di una lacrima si è vista brillare… Vero capolavoro, questo libro mingherlino di pagine, ma opulento nei significati; letto con la dovuta attenzione, è come se avesse il potere di far cadere un velo dagli occhi. Io sono un’appassionata ri-lettrice di libri “per l’infanzia”, spesso hanno un potere “formativo” diverso a seconda dell’età di chi li legge.

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  7. E’ proprio come hai detto….i libri vanno riletti perché ad ogni età si coprono valori ed interpretazioni diverse che prima non avevamo considerato.
    Mai fare di tutta un’erba un fascio! Buon fine settimana Gigi 🙂

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      1. è possibile….ogni tanto inizia il periodo e non vedo più i commenti che lascio….dura qualche giorno e poi ritorna tutto normale, man mano che gli amici se ne accorgono e mi ritirano fuori dagli spam…..c’è WP che si diverte che ci vuoi fare?

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      1. A me personalmente hanno sempre disturbato la sessuofobia e la censura ossessiva del suo mondo che sembra peggiorare con i decenni. Vedere un paio di zinne non mi ha mai turbato, mentre la tensione anti-sessuale sì. Non so se c’entri una certa mentalità religiosa, non ho studiato il fenomeno. Un’impressione simile l’ho ricevuta anche leggendo Tolkien che però ammiro sul lato immaginifico e nella capacità di intrattenere per centinaia e centinaia di pagine.

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      2. Piani diversi per opere diverse. Walt Disney è stato la bandiera dell’America benpensante e bigotta ed ha creato un impero sull’appiattimento dei valori voluti dal regime che in quel periodo era molto più forte di adesso…la gente si sta risvegliando Art, io a mio figlio (che non ho) non farei mai leggere quel cazzo di topolino…

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      3. quando ero ragazzino si affacciavano alla ribalta fumetti come “Lando”, “Il montatore”, “Zora”…tu sei certamente più giovane ma quelle erano letture istruttive che si leggeva come i carbonari, altro che Disney… 🙂

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