Forza di volontà

Quante volte abbiamo fatto buoni propositi che poi sono miseramente falliti? I periodi classici per questa trappola coincidono quasi sempre con il capodanno, la fine delle vacanze, il compleanno, ma non è esclusa anche la guarigione da qualche malattia. Da domani si cambia, inizio una nuova vita, smetto di fumare, mi metto a dieta, mi iscrivo in palestra, cambio lavoro, da domani voglio essere me stesso… già, essere se stessi, ma io sono già me stesso, ogni giorno credo di essere me stesso, allora che significa questa contraddizione? Se decido di essere me stesso, realizzando determinati obiettivi, vuol dire che finora non lo sono stato.
Forse qualcosa mi ha portato fuori strada? Forse questa mancata realizzazione è la fonte della mia infelicità? Forse qualcun altro sta vivendo la mia vita al posto di “me stesso”?
Fare queste scelte significa forse scommettere su qualcosa che desideriamo e che si trova troppo lontano da noi? Perchè?
Perchè ci manca la volontà, che abbiamo solo a parole ma non riusciamo a tradurre nei fatti, lottiamo e cadiamo, ci rialziamo e andiamo avanti. La routine della vita prende il sopravvento e ci dimentichiamo di quei buoni propositi.
Sembra così facile dire: “domani smetto”, poi non ci riusciamo mai. Educare la volontà è un processo senza fine che risente dei nostri limiti personali, che sono tanti.
Badate bene, non sto parlando di desideri che coinvolgono gli altri o comunque circostanze a noi esterne; se dicessi voglio vincere il superenalotto o conquistare quella persona saremmo fuori dalla sfera del nostro potere personale.
Qui si parla di noi e di nessun altro. Smettere di fumare, chiudere con qualcosa o qualcuno o iniziare una dieta riguarda solo noi eppure non ce la facciamo.
Siamo deboli e questo dovrebbe farci preoccupare.
Eppure sembra così facile… un proverbio cinese dice: “Le grandi anime hanno la volontà, le deboli non hanno che buoni propositi”.

Cosa ci aspetta?

Conosciamo solo una parte infinitesimale del significato e funzionamento dell’universo e di tutto ciò da cui è formato, compresi noi stessi. E, di conseguenza, conosciamo solo la corrispondente parte di noi stessi e di come funzioniamo a nostra volta.
Tutto ci è sconosciuto e ciò che non arriviamo a conoscere, anche se ne avvertiamo l’esistenza, lo chiamiamo Dio. Dio è tutto ciò che non arriviamo a comprendere, quell’ordine supremo ancora troppo lontano dalle nostre piccole menti limitate.
Per tale ragione quell’ordine non può essere giusto o sbagliato, quel qualcosa, semplicemente esiste.
Ma noi ci identifichiamo con la nostra piccolezza, crediamo di essere al vertice della scala evolutiva ma tra noi e gli uomini delle caverne di decine di migliaia di anni fa non c’è molta differenza, biologica e di pensiero.
Crediamo di aver scoperto le leggi che governano questa che chiamiamo realtà eppure siamo continuamente in balìa degli eventi e ci lamentiamo di qualcosa che chiamiamo fato o Dio e che ci appare giusto o ingiusto a seconda delle nostre aspettative.
Ma possiamo avere davvero la presupponenza di credere che al fato, a Dio o all’universo importi davvero delle nostre minuscole aspettative generate da una mente immatura?
Si pensi a Galileo quando affermò che era la terra a girare attorno al sole e non il contrario, o a quando si era convinti che la stessa terra fosse piatta. I fautori di quelle “strambe” teorie furono emarginati e puniti come eretici e pazzi ma avevano ragione.
Quelle verità erano li, immutabili e a disposizione. C’erano ma non le vedevano. Chi può essere così folle da dire che oggi non siamo nella stessa situazione? Che cioè non riusciamo ancora a vedere cose ed eventi che esistono ma che non riusciamo a percepire?
Fino a quando non riusciremo a rivelare tutta la verità che ci circonda e di cui siamo fatti, esisterà sempre un Dio in cui sarà troppo facile e scontato rifugiarsi e la strada è ancora lunga…

Inseguire i pensieri

Se questa attività facesse perdere calorie, in palestra non ci andrebbe più nessuno e saremmo tutti magri come chiodi, in forma smagliante e piacevolmente sfiniti. Ma l’unico termine che si adatta a questa attività è solo l’ultimo. Inseguire i pensieri ci sfinisce e basta.
Questo perché i pensieri non si fanno mai prendere. Tutto ciò che si insegue può essere raggiunto oppure no, dipende dalla velocità di inseguito ed inseguitore, ma l’unica cosa che non può essere mai raggiunta sono i nostri pensieri, eppure continuiamo imperterriti ad inseguirli, ogni giorno, ogni ora, ogni secondo, consapevoli di non poterli agguantare, come asini davanti ad una carota legata al bastone.
Sono un’esca della nostra mente, la trappola delle trappole e, se ci va bene, sono pensieri piacevoli, sono ciò che vorremmo vedere realizzato per noi, per i nostri cari, e, per i più altruisti, per l’umanità intera. Ma non è infrequente che ci vada male, ed allora ci troviamo ad inseguire paure e preoccupazioni che spesso non hanno alcun fondamento.
Va specificato che paure e preoccupazioni riguardano il futuro, qualcosa che ancora non esiste e che non possiamo conoscere, mentre l’inseguimento dei pensieri a ritroso, verso il passato, è più corretto definirlo col termine rimpianti.
Sono entrambe direzioni sbagliate, che non ci portano da nessuna parte perché il passato è passato e non torna più, mentre il futuro ancora non esiste e nessuno può affermare di conoscerlo.
Allora, almeno una volta, smetti di inseguire ciò che ancora non hai o non puoi più avere e goditi ciò che hai nel momento presente.

Quel folle del mio cuore

Ogni giorno, quel folle del mio cuore
mi racconta sempre la stessa favola,
quella del fiore caduto in fondo al pozzo.
Ed io, sorridente e muto, ascolto.
Vorrei dirgli che la conosco bene,
che sono stato io un tempo a raccontargliela,
la prima volta che i miei occhi hanno incrociato i suoi occhi.
Quel folle era lì e ci è scivolato dentro.
Ritorna a me ogni giorno a dirmi che è un bel posto
poi se ne va, lasciandomi solo ai miei pensieri,
a sognare un incanto mai vissuto.

Vorrei tornare bambino

Vorrei tornare bambino ma non è una questione nostalgica e di rimpianto, non è un voler tornare indietro nel tempo per essere più giovane e ricominciare, sto bene così come sono e non rinnego nulla di ciò che ho fatto.
Ma quando ero bambino il mondo era più semplice, era un mondo perfetto. Bè, in effetti non lo era ma io lo vedevo così e mi sembrava di dominarlo quel mondo. Mi nascondevo sotto il tavolo convinto che non mi vedessero, avevo protezione da chi mi voleva bene davvero, mi svegliavo euforico la mattina con la curiosità di scoprire le novità della giornata e le novità di un bambino sono inversamente proporzionali alle preoccupazioni di un adulto al mattino. Il timore ha preso il posto della curiosità.
Se qualcosa andava storto potevo simulare un mal di pancia o di denti e ricevere affetto incondizionato, perchè mi credevano anche se palesemente mentivo. Adesso non mi credono più neanche se dico la verità e questo è un bel casino.
Vorrei tornare bambino perchè il Natale contava qualcosa, lo aspettavo un anno intero coi suoi regali, invece quando arriva adesso mi intristisco e non vedo l’ora che passi coi suoi bidoni.
Vorrei tornare bambino perchè mi stupivo per tutto, ogni cosa era nuova, credevo alle persone ed a tutto ciò che mi dicevano, perchè se erano più grandi di me (e non ci voleva molto) portavo loro rispetto e credevo che avrebbero costruito per me un mondo migliore, ma mi sbagliavo.
Vorrei tornare bambino perchè avevo amici che credevano che saremmo stati amici per sempre e non ci saremmo mai ingannati, regalandoci figurine che per noi erano tutto ed era la più grande manifestazione di affetto che potesse esistere. Oggi, a parte alcuni di loro, mi sono rimaste solo le figurine.
Vorrei tornare bambino perchè un lunedì era un giorno come gli altri ed il venerdì non significava nulla.
Vorrei tornare bambino per sbucciarmi le ginocchia cadendo dalla bicicletta o giocando a pallone perchè erano ferite che guarivano in fretta, quasi delle medaglie che sfoggiavi con orgoglio a dimostrazione di un coraggio infantile che nell’ambiente significava molto, più di un capo firmato. Le ferite dei grandi non sanguinano ma neanche si rimarginano così facilmente e te le porti appresso nascondendole perchè sono una debolezza di cui ti vergogni.
Vorrei tornare bambino perchè non c’era una stagione adatta per mangiare un gelato, mentre adesso il gelato in inverno non va più di moda.
Vorrei tornare bambino per avere la libertà di porre domande stupide a chiunque e la risposta in fondo non mi interessava, mentre adesso le domande stupide ce le poniamo tra adulti e ci aspettiamo risposte intelligenti che spesso non comprendiamo.
Vorrei tornare bambino per giocare di nuovo a nascondino per non farmi trovare, mentre adesso per non farmi trovare devo raccontare bugie senza contare sino a dieci.
Vorrei tornare bambino perchè avevo voglia di crescere e di imparare ed il tempo era mio amico, oggi la voglia è rimasta ma ho perso un altro amico.
Vorrei tornare bambino per godermi ogni singolo istante della vita presente senza pensare al passato perchè è troppo poco o al futuro perchè è troppo…

Non è un Paese per giovani

Siamo italiani e molti di noi sono orgogliosi di esserlo. Ed hanno ragione. Noi italiani abbiamo affrontato, nel corso dei secoli, difficoltà inimmaginabili, guerre sanguinose, invasioni, terremoti, catastrofi naturali, ma abbiamo anche dato a tutto il mondo una cultura ed un genio che nessun altra nazione al mondo ha mai avuto.
Come ci siamo ridotti? Noi ci siamo dentro, ma vi garantisco che chi ci guarda dall’esterno o ride (se non è italiano) o piange (se è italiano ed è stato costretto a cercare fortuna altrove).
Al momento non abbiamo più un futuro. Abbiamo una classe politica che è tra le peggiori al mondo, da dittatura africana, la quale ha badato, con il suo recente operato, solo a ritagliarsi privilegi da signori feudali a scapito dei suoi cittadini, raschiando il fondo del barile, privandoci di tutto, a cominciare dal lavoro, che dovrebbe essere un diritto costituzionalmente garantito e non un’elemosina centellinata dai potenti ai loro protetti.
Ma anche noi cittadini ci abbiamo messo del nostro. Non abbiamo più senso civico, ci è passata la voglia di combattere e di cambiare, così ognuno pensa al proprio piccolo interesse e, se può avere vantaggi fottendo gli altri, lo fa senza pensarci due volte. Qui nessuno più pensa al futuro, si coltiva il suo orticello e vive alla giornata, persino chi ha dei figli piccoli, che sta condannando senza rendersene nemmeno conto.
Non si costruisce più niente, non ci sono più idee, si vegeta guardando San Remo, il campionato di calcio ed altre trasmissioni demenziali. E’ crollata la vendita dei libri, il settore da noi è in crisi, si legge sempre meno. Sono piene le discoteche e deserti i teatri. Il cinema fa il pienone solo quando c’è il cinepanettone o i film di Checco Zalone, andiamo fuori a cena nel weekend illudendoci che tutto vada bene e che adda passà a nuttata… però ci indigniamo quando spunta fuori qualche scandalo e beliamo incazzati per 10 minuti o un’ora sui social network, postando neanche pensieri personali ma aforismi di altri, poi tutto torna come prima e il giorno dopo ecco di nuovo la foto del cane e del cappuccino che stiamo bevendo al bar ed i commenti sul rigore della Juve. Sembriamo tanti imbecilli che si dirigono danzando e cantando verso il precipizio ormai prossimo, e quando qualche voce sparuta ci urla che ancora qualche passo e precipitiamo, gli diamo del pazzo pessimista che non capisce un cazzo.
Bene, come diceva anni fa il peggior presidente della repubblica che l’Italia abbia mai avuto: “Io non ci sto!”.
Per questo ho deciso di lasciare questo paese, io che giovane certo non sono più. Ma alla mia età non si ha più voglia di combattere. Spero che i più giovani, e qui ce ne sono tanti e validissimi, abbiano ancora il desiderio di lottare per il proprio futuro perchè la vita è come una scatola di caramelle… e quando te ne restano sempre meno hai voglia di gustartele in santa pace in un posto dove nessuno te le possa rubare, per apprezzarle tutte fino all’ultima senza sprecarne più come hai fatto in passato…

Cos’è la vita?

Qui si può spaziare dalle cazzate più atroci ai pensieri più profondi. Cos’è la vita? Ci saranno tante definizioni quanti esseri umani sul pianeta. Puoi intenderla in senso biologico, religioso, spirituale, ottimista, pessimista, temporale…a voi la scelta.
Se ci pensi, non c’è concetto più indefinito e contraddittorio. C’è chi la ama al punto da sopravvalutarla, chi la odia al punto di non volerla e di togliersela. Noi siamo la vita e la vita non potrebbe esistere senza di noi. La ricreiamo continuamente attraverso i nostri figli ma non possiamo confonderla con l’amore. Quest’ultimo passa e se ne va, la vita che hai generato resta e genererà altra vita.
Puoi vederla ovunque, in un albero, in un gattino o in un cucciolo smarrito, in uno sguardo rubato, nel sole che sorge ogni mattina, e senza il quale nessuna vita sarebbe possibile sotto questo cielo.
La vita attraversa il tempo e si sa che se attraversi qualcosa, costantemente l’attrito ti consuma per questo il tempo consuma la vita che ha sempre avuto il segreto sogno di sconfiggere il tempo. Forse lo ha già fatto e non lo sappiamo perchè sono in molti a credere che la vita non sia soltanto una. I cattolici parlano di vita eterna, non qui ma in un paradiso che non possiamo conoscere, nè forse mai conosceremo. I buddisti e gli induisti parlano di reincarnazione, un percorso ciclico in cui la vita si identifica con l’anima e non con col corpo che la contiene. Non è mia intenzione farne una questione filosofica o religiosa, credete a ciò che più vi piace, ma in entrambi i casi vivetela fino in fondo.
Quanti interrogativi si porta dietro questo concetto. Viviamo in un universo di cui non conosciamo neanche le dimensioni, perchè trascendono la nostra umana comprensione, allora è possibile pensare che la nostra sia l’unica forma di vita?
Fatto sta che, comunque la si intenda, è un concetto radicato nel profondo. Siamo meccanicamente programmati per preservarla, se mi gettano addosso qualcosa alzo un braccio d’istinto per proteggermi, lo stesso meccanismo adotta la vita in tutti i suoi aspetti.
C’è anche chi gioca a fare Dio sulla terra con la vita degli altri, i medici e gli assassini. I primi a fin di bene per preservarla, i secondi per toglierla con la violenza, ma entrambi devono provare, con opposti principi, analoghe sensazioni.
Ci sono quelli per cui è una corsa in cui si battono per arrivare primi, ma ci sono anche coloro che fanno molta più strada rimanendo completamente fermi.
La vita traccia sentieri misteriosi, a volte toglie quando credevi di avere e a volte, improvvisamente, ti da tutto quello di cui hai bisogno. Per alcuni è una strada ripida ed in salita, piena di sassi ed erbacce, per altri un nastro liscio e scorrevole che però regala a tutti la possibilità di andare avanti.
Alcuni la collegano al gusto: forte, amaro, delicato, piccante, dolce, insomma un piatto da gustare senza soffocarsi.
Può essere solo una scatola vuota che ci è stata data affinchè la riempissimo di cose belle da ricordare ogni tanto o, viceversa, da dimenticare.
Forse è una cosa addirittura senza senso se ti guardi attorno, ma se riesci a nascondere la rabbia in un abbraccio, se riesci a trasformare le lacrime in una lezione e riesci a diventare il riferimento di chi non ha conosciuto la tenerezza, quando riesci a trasformare la tristezza in allegria e riesci a preservare la tua dignità nei momenti difficili o quando ami davvero, allora puoi trovarci il senso che forse essa ha…

Intervista particolare

Salve, sono un piccolo abitante della Terra… come dice? Non si ricorda cos’è la Terra? Bè posso capirlo di fronte ai Suoi criteri dimensionali, ma è un minuscolo pianetino In fondo a Via Lattea, sulla destra. Mi spiace disturbare, magari è impegnato a creare qualche nuovo Universo o a tappare qualche buco nero che sta distruggendo intere galassie come per noi potrebbe fare una talpa nel prato… lo so non sa cos’è una talpa ma si fidi.
Senta, visto che sono qui, mi piacerebbe farLe qualche domanda e credo che Lei ben abbia le capacità di creare Universi e rispondere contemporaneamente.
Vede, ora che mi trovo qui nella stanza dei bottoni, capisco che noi siamo una razza che se la crede un pò troppo, pensiamo di essere strafighi perchè abbiamo l’Iphone 7 e riusciamo a fare anche le videochiamate, viaggiamo su aerei supersonici e ci ammazziamo l’un l’altro per conquistare un pezzetto di quel pianetino. Lei crede che questo sia giusto? Cioè aveva previsto che fossimo così stupidi? Mi piacerebbe capire perchè, me lo sto chiedendo da anni. Cos’è un anno? Vabbè, lasci perdere, vedo che non ha neanche l’orologio.
Mi sta chiedendo chi è il nostro rappresentante ufficiale? Fino a poco fa c’era un tale Matteo Renzi, ora c’è uno che si chiama Gentiloni. Mi chiede chi è? Guardi, a dire il vero non lo so neppure io, si immagini se lo sa Lei… ma ora capisco che Lei non ha idea della merda in cui siamo ma non gliene faccio una colpa.
Sa, su quell’insulso pianetino c’è persino gente che afferma di essere stata incaricata da Lei di guidare ed istruire le anime dettando leggi che poi neanche loro seguono, Lei ne sa qualcosa? L’impressione che ne ho io è che costoro sono come quelli che si presentano a casa affermando di essere gli incaricati della lettura del contatore della luce o del gas e quando gli apri la porta, entrano e ti derubano di tutto.
Ah, quindi mi sta dicendo che non sa chi siano questi incaricati e che Lei se la sbriga tutto da solo? Chissà perchè lo supponevo.
Mi scusi, ma Lei ha fratelli o parenti che magari sanno qualcosa della Terra o che abitano lì vicino? Glielo chiedo perchè laggiù ci si combatte e si muore da millenni non solo per il territorio, ma anche perchè ci sono popolazioni che credono di essere le uniche a conoscerLa e dicono che Lei avrebbe dettato comandamenti e creato svariati paradisi con fiumi di latte, vergini, e che sia alquanto incazzato con noi dal tempo in cui una tipa di nome Eva Le rubò una mela dal Suo albero in giardino. Ah, mi dice che neanche le piacciono le mele e che non ha mai avuto alberi e tantomeno giardini?
Senta, non vado oltre, ho visto che ha la sala d’aspetto piena. Solo le chiedo di non mandarci qualche asteroide a distruggerci prima del tempo. Ci dia la possibilità di migliorare… magari torno tra un miliardo di anni per sapere come va la vita dalle Sue parti e potrò dirLe se le cose sono finalmente cambiate.

La sindrome dell’impostore

Una delle trappole più infide che la società di oggi ha costruito artificialmente è la cd “sindrome dell’impostore”.
Essa non è altro che la paura di non essere all’altezza per ricevere i riconoscimenti e gli apprezzamenti degli altri.
Il più delle volte, quando raggiungiamo ciò che ci siamo prefissi di ottenere pensiamo che sia dovuto al caso o a fattori esterni, mai a meriti nostri e quindi o subentra la paura di non poter mantenere quel livello oppure la paura che se gli altri sapessero chi siamo veramente non ci stimerebbero così tanto.
Da qualunque lato la si guardi, c’è sempre un divario, più o meno profondo, tra come ci percepiscono gli altri e come noi ci sentiamo realmente. Può essere occasionale, ma arriva spesso a diventare un modo di essere costante perchè il nostro sistema sociale marcio incentiva questo sentire.
I modelli di oggi sono diventati i personaggi del cinema, della TV ed in genere dello spettacolo. Se non sei magro/a come tizio/a o vestito/a come caio/a, sei inferiore; se non hai l’ultimo modello di PC o di smartphone ti guardano con disgusto.
I tuoi genitori hanno fatto sacrifici per iscriverti alla tale università e tu non ottieni i risultati che si aspettano da te, quando magari il tuo sogno è stato sempre quello di recitare in teatro (ricordate “l’attimo fuggente” con Robin Williams?).
Adolescenti che hanno avuto rapporti che emarginano le amiche perchè sono ancora vergini, iniziazioni nei college o nelle scuole, in caserme, appartenenza a sette religiose, ecc. Se non sei schierato ed inquadrato in un gruppo “alla moda” non sei nessuno e da qui nasce la nostra ansia di non essere all’altezza.
Ma all’altezza di che? Ognuno di noi credo sia un essere unico ed irripetibile, come un’impronta digitale o come un fiocco di neve, non ne esistono due uguali, quindi perchè si devono costringere gli esseri umani a somigliare a questo o a quello o a possedere questo o quello per essere qualcuno? Perchè non concentrarsi unicamente sul realizzare se stessi liberi da qualsiasi condizionamento esterno? Perchè questo modo di pensare è ignorato ed anzi avversato? Parlare in prima persona, a questo punto, sarebbe già un traguardo, perchè quando ascolto qualcuno che inizia una conversazione con il “noi” fuggo via a gambe levate perchè è un morto che cammina.
Antony De Mello, a tale proposito ha scritto un libricino che vi consiglio di leggere: “Messaggio per un’aquila che si crede un pollo”, perchè se fai nascere un’aquila in una covata di galline questa non scoprirà mai che sa volare e passerà a terra il resto della sua vita credendo di essere un pollo.

La grande truffa del sistema bancario

Visto che ho scritto un post qualche giorno fa su quella carta straccia che è l’Euro, voglio tentare di riassumere in poche righe come funziona alla base il sistema monetario per cercare di far capire quanto siamo vittime di una gigantesca truffa ordita dalle banche mondiali che gestiscono tutto il potere del mondo.
Partiamo da una semplicissima domanda: secondo voi chi stampa il nostro denaro? Tutti avranno pensato che sia la zecca di stato o comunque un ente che faccia parte dello stato. Risposta errata!
Le banconote in Euro vengono stampate dalla BCE che è un consorzio privato costituito dalle varie banche centrali dei paesi che ne fanno parte. Allora poniamoci la domanda successiva: chi sono i soci della Banca d’Italia? La risposta la trovate in rete, è un elenco pubblico ma nessuno ne parla.
Ci troviamo quasi tutte le banche private presso cui abbiamo depositati i nostri averi, oltre a compagnie assicuratrici come UnipolSai, Allianz, Generali, con quote diverse che è possibile verificare (l’azionista di maggioranza è Intesa San Paolo).
Non credo ci sia bisogno di dire che tutti i “proprietari” della Banca d’Italia non hanno niente a che vedere con lo Stato. Sono imprese private che fanno l’esclusivo interesse dei loro azionisti e quindi dei banchieri.
Ma allora? Il popolo sovrano? Sovrano un cazzo, il popolo zitto e muto che tanto si fanno i cazzi loro, non certo i nostri.
Fino a qualche tempo fa vigeva l’obbligo della “riserva aurea”, in altre parole si poteva stampare denaro corrispondentemente alle riserve auree detenute dalle stesse banche, ma i banchieri lo hanno abolito (o meglio, fatto abolire dai politici corrotti al loro soldo senza che la gente abbia saputo nulla). Adesso quel limite non esiste più e quindi questi signori si stampano tutto il denaro che vogliono, senza alcun limite. Non è difficile intuire come le crisi economiche, in questa maniera, sono pilotate dall’alto. Se voglio generare una crisi smetto di stampare denaro, se voglio farla cessare o limitare mi metto a stampare.
La BCE, quindi stampa gli Euro che “presta” ad interesse alle banche centrali degli stati che si impegnano a restituirlo con il debito interesse. E dove lo prendono questo denaro le banche? Ma dal popolo, accollando a quest’ultimo sia il debito che l’interesse attraverso le tasse, i mutui, le accise e tutta quella selva di balzelli che siamo costretti a pagare e che ci costano sangue e sacrifici. Per cosa, poi? Per ripagare una manica di ladri che quella moneta se la stampa in misura illimitata e che paga solo il costo della carta su cui la moneta è stampata. Dove credete abbiano trovato i venti e passa miliardi per salvare la banca Montepaschi ormai fallita? Vi sembra giusto tutto ciò? Tutte le costituzioni affermano che il popolo è sovrano e quindi anche del potere monetario che spetterebbe al popolo attraverso lo Stato. Con la Lira era così. Chi lo ricorderà, sulle lire c’era scritto “biglietto di Stato a corso legale”, “pagabili a vista al portatore”, “la legge punisce i produttori e spacciatori di biglietti falsi”, tutte frasi connesse al potere del popolo. Oggi sull’Euro è tutto sparito, come mai?
Certo il discorso è molto più complesso, il signoraggio, la riserva frazionaria, ecc. ma diventerebbe noioso. Il succo è quello che ci stanno fregando sotto il naso e nessuno ne parla.
Vi cito, in proposito le famose, illuminanti e terrificanti parole di Henry Ford, il ricchissimo imprenditore americano fondatore della Ford Motor Company: “Meno male che il popolo non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perchè se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione”.

Abbiamo toccato il fondo

Voglio postare di getto qualcosa in merito ad una notizia che mi ha letteralmente sconvolto e che da l’idea del punto di non ritorno a cui siamo arrivati in questo misero paese.
Il primario ortopedico di un’istituto ospedaliero milanese (che per motivi personali di salute frequento anche io e per questo mi sconvolge), è stato arrestato perchè accusato di essere al servizio delle multinazionali farmaceutiche in campo protesi.
Fin qui, mi direte, nulla di strano… in Itaglia ci siamo abituati, figuriamoci se un medico non prende benefit e mazzette dalle case farmaceutiche… che medico sarebbe? Uno che vuole guarire i pazienti? Figurati! Mosche bianche.
Eh no, il fenomeno della medicina mica si è limitato a questo come tutti i suoi colleghi, questo esimio dottore, nel corso delle indagini della magistratura, è stato intercettato al telefono e pare abbia detto: “ho rotto il femore ad una vecchietta di 78 anni per allenarmi”.
E’ conosciuto come “super-interventista”, nel senso che se anche respiri male lui ti opera al femore o al ginocchio, perchè ogni intervento che fa prende soldi. Lo hanno denunciato i colleghi, il che è tutto dire. Della serie allo schifo c’è anche un limite. Non siamo santi, ma tu esageri…
Questo pollo è stato scoperto e spero marcisca in galera o finisca a fare il veterinario in Botswana, anzi no, poveri animali, ma quanti ce ne sono di bastardi così?

Vampiri energetici

Ebbene si, sono tra noi, sono tanti e sono difficili da scoprire. Potrebbero essere nel vostro gruppo di amici, sul posto di lavoro, al club, al bar e persino nella casa in cui vivete.
Sono chiamati anche “vampiri psichici” e non possono fare a meno di succhiare l’energia di chi ne ha in abbondanza perchè loro ne sono perennemente sprovvisti.
Può sembrare una follia ma riflettete. A chi non è mai capitato di provare un certo senso di ansia o nervosismo dopo aver parlato o interagito con una persona particolare?
Vi siete mai sentiti “svuotati”, di cattivo umore dopo l’incontro con qualcuno?
Non avete mai sentito il bisogno di fuggire quando siete a contatto con certe persone che vi irritano o che invadono la vostra sfera, magari vomitandovi addosso lamentele e problemi?
In quest’ambito ci sono vampiri “inconsapevoli”, che non si rendono conto di ciò che fanno, tenendovi magari ore a parlare narcisisticamente dei loro problemi, e (categoria peggiore), quelli consapevoli, che ti ostacolano, ti fanno sentire sbagliato, che infieriscono sui tuoi punti deboli.
Sono individui che non riescono ad affermare se stessi se non attraverso l’annientamento degli altri, perchè se ti vedo più triste di me ne posso trarre giovamento e sentirmi più potente. Non amano essere interrotti se parlano o fanno qualcosa, mentre non si pongono affatto il problema di disturbarti se hanno bisogno di qualcosa. Sono invidiosi, i tuoi successi sono colpi di fortuna, mai risultato di sforzo o fatica e quando ti danno consigli, dicono di farlo “per il tuo bene”. Diffidate sempre da chi pronuncia quelle parole.
Queste persone esistono davvero e tutti ne abbiamo consapevolezza. Vanno evitate, punto e basta. Certo se si tratta di estranei la cosa è semplice, ma non è infrequente che li si abbia in famiglia o sul lavoro e qui iniziano i problemi.
In questo caso ci vuole molta più forza, diplomazia, consapevolezza e fermezza nel non dire sempre di si, nell’acconsentire a tutto, ma occorre ritagliarsi il proprio spazio vitale e tenere fuori il vampiro per quanto possibile, senza farvi trascinare nella loro perenne sofferenza.
E voi ci credete che esistono?