Il jukebox

Vi siete mai chiesti da dove diavolo vengono fuori i pensieri (belli o brutti, non importa) che ti affiorano all’improvviso nel cervello? Voglio dire: dove erano un attimo prima di intrufolarsi tra le idee che stavano vagando in tutt’altra direzione? Sono stato io a tirarli fuori da chissà quale cassetto del mio armadio delle scemenze o erano lì che svolazzavano da qualche parte e mi sono caduti in testa come una cacca di piccione?

In altre parole, erano dentro o fuori di me?

Molti si chiederanno se ho iniziato a bere anche di pomeriggio, ma voglio tranquillizzare tutti: sono sobrio. A volte queste cose mi lasciano perplesso e quasi mi convincono che i pensieri e le idee siano cose molto più materiali di come siamo abituati a concepirle.

Forse la mente è una specie di juke-box con un’infinità di pezzi, di tutti i generi e di tutte le epoche ma certe volte, dannazione, non sono io che infilo la moneta e scelgo la musica. Vi dirò, anche se può piacermi l’idea di essere un dannato juke-box, quello che non mi piace affatto è che ci sia qualcuno che mi ci infila le monete per farmi suonare quello che dice lui.

Adesso che ci penso… ieri sono andato a letto di buonumore e stamattina mi sono alzato incazzato di brutto. Sarà stato il solito DJ a cambiare il pezzo da suonare nella mia mente? Se così fosse allora c’è qualcosa che mi sfugge.

Si, è vero, quando frullano per la testa, non posso negare che i pensieri siano “miei”, in fondo quella è la mia testa e non quella di qualcun altro ma non riesco mai a capire da quale porta siano entrati.

Quasi sempre sono pensieri banali, stelle cadenti che appaiono e subito dopo scompaiono senza tornare mai più, ma a volte ti può capitare l’idea che può cambiare il mondo. Penso ad Archimede o a Newton che hanno scoperto delle leggi fondamentali mentre facevano il bagno o dormivano sotto un albero di mele. Mi viene da pensare che per farti avere idee di un certo livello devi essere rilassato, mentre dovresti cestinare subito ogni pensiero che ti passa per la testa quando sei incazzato…

Eh no, il vecchio Archie o Sir Isaac non potevano proprio avercele già dentro certe idee facendo il bagno o dormendo, quindi… quindi devono per forza venire da fuori, da qualche altra parte… oddìo però questa cosa fa un po’ paura, bisogna correre ai ripari, chiudere i cancelli della mente, potrebbero entrare cose davvero brutte… oppure… oppure potrebbe materializzarsi il lampo di genio, lo spunto per una storia incredibile, quel filo conduttore che devi solo seguire per creare qualcosa di meraviglioso che ogni uomo sogna…

Non ho a disposizione un albero di mele, quindi vado a farmi un bel bagno…

220 comments

  1. L’idea del juke-boxe è intrigante…Ma chi ne è il proprietario? Noi. Quindi anche se mettono la monetina sei tu che decidi di far girare il disco, farlo incantare oppure far finta che non funzioni. E tutto si blocca.
    Bello invece far entrare e uscire le idee che tanto, volendo o no, arrivano e partono.
    Senza questo andirivieni la nostra vita sarebbe un juke-boxe senza musica.
    E il mondo senza musica è noioso.
    (e vedo che tu la usi)

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  2. Ammettiamo che il cervello sia un enorme juke-boxe (dove i dischi sono registrazioni delle nostre esperienze, sensazioni, emozioni e, forse, anche di esperienze indirette, che ci vengono dalla memoria genetica, vicina e lontana, di nozioni apprese, ecc. ecc.) Secondo me siamo proprio noi a voler accedere alla “musica” di questi dischi. e infiliamo la monetine, ma non sempre ce ne rendiamo conto, perché, a volte, è quel pusillanime del nostro inconscio, che comunque ci appartiene, a voler sapere senza far sapere e allunga la mano e infila il suo soldino in segreto. E ci tocca, all’improvviso ascoltare la sua musica (pensieri non richiesti, inattesi, imbarazzanti). Altre volte infiliamo la monetine e il juke- boxe ha talmente da fare, per cercare il disco che richiediamo, che ci mette un sacco di tempo, mesi o anni… ed ecco che a un certo punto svolazzano nella nostra mente pensieri così nuovi e originali, da meravigliarci e, perché no? idee geniali! Bella l’idea del juke-box!

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    1. e devo dire che questa è un’interpretazione originale e molto realistica… rispecchia anche concetti di fisica quantistica che affermano che il tempo è una convenzione e non risponde alle leggi che noi gli abbiamo assegnato con i nostri calendari ed orologi… molto interessante, davvero..

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  3. Io ho il problema di pensare in continuazione,anche più cose contemporaneamente,una da ogni scomparto del mio cervello! Poi mi arrivano le illuminazioni,i fari accesi…..ma credo che arrivino da altri scomparti del mio cervello che la scienza deve ancora scoprire 😊

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    1. ed è proprio questo il punto, Indy…che non abbiamo scoperto affatto come funziona la nostra mente. Pensieri, idee ed anche gesti inconsulti da parte di persone che per una vita hanno vissuto in modo irreprensibile… ma sono convinto che arriveremo a scoprirlo… 😉

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  4. Mamma moa gigiolî!qua te chiedono che te bevi e che te fumi…!ma se io ti dico che vicino al juke boxe ci attacchiamo una bella tela bianca dove disegnare pennellate in ordine sparso e cone ci viene?che siano ispirate da noi stessi o dall’incrocio con altri… E del colore giusto in quel momento…!sai che gran bel quadro della nostra vita esce! Vedi vedi!oggi con i tuoi commenti mi hai messo di buon umore!grazie!

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  5. Credo che i pensieri non vengono dall’esterno ma dalle nostre profondità più recondite, elaborati a nostra insaputa vengono a galla nella nostra realtà…e ci stupiamo…e forse abbiamo paura di noi stessi…ma siamo molto più complessi di quanto crediamo o ci fanno credere. Non credo che qualcuno li metta dall’esterno nella nostra testa e neppure che siano come dischi di un juke box da suonare a nostro/altrui piacimento. È solo farina del nostro sacco e se certe cose intimoriscono è solo perché non conosciamo noi stessi… (a mio modo di vedere)

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    1. un punto di vista condivisibile anche il tuo, Carlo. Ma è proprio questa complessità che mi porta a riflettere… e dici bene quando affermi che non conosciamo noi stessi, perché c’è qualcosa di importante che non abbiamo ancora capito…e che sfugge ancora alla nostra volontà così come noi la intendiamo…

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      1. Credo proprio sia così, anche se siamo capaci di usare (o essere usati) questo qualcosa di importante che, bene o male, ha sempre l’ultima parola e ci conduce dove vuole. Nel mio piccolo uso spesso questa “dualità”, ho imparato ad ascoltare quella voce interiore ed a lasciarla esprimere, anche con la mia poesia. Sicuramente siamo molto più complessi di quanto si pensi ma tendiamo a darci poca considerazione distratti dalla futilità della vita esteriore.

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      2. Infatti sono d’accordo. Quella vocina interiore “sussurra” mentre il nostro ego esterno urla in continuazione coprendo quel sussurro…ci vogliono buone orecchie per ascoltarla. Per questo ammiro molto la poesia come la tua, credo ci sia molto di quei sussurri e poche urla, perché la poesia è sempre arte in punta di piedi…

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  6. Bella l’idea della mente come un jukebox! Mi calza a pennello perché nella mia ci sono tante musichette 😊! (PS: per dare un senso ad un concetto molto simile, io mi sono sempre avvalsa, come metafora,del blocco di pietra scolpito da Michelangelo. La statua è già dentro, ma solo un bravo artista sa tirarla fuori. Per dire che un bel bagaglio di idee ce lo abbiamo di corredo e solo quando e se maturiamo gli strumenti giusti, riusciamo a tirarle fuori.)

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  7. La risposta è: Tetris.
    Noi siamo un Tetris ed il nostro vissuto, senza pelle o appena percepito, le nostre vite precedenti, le nostre interazioni energetiche sono la programmazione del Tetris.
    Quello che noi vediamo nell’adesso è la schermata nera con quei pezzi blu a forma di L che non capisci cosa ci dicono con il singolo cubo rosa, o con la T gialla o la V pendente verde. Te li vedi piovere dall’alto e non ci capisci un accidenti e ti chiedi da dove arrivino, ma poi piano piano ogni pezzo trova il suo posto e si incastra con l’altro. Ed ogni cosa ha senso. E tutto si illumina.
    Poi si fanno delle cazzate ed il gioco finisce e si ricomincia. E via e via e via.

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  8. Bravo Gigi! Gente, c’è poco da scherzare qui.
    Permettimi Amico Mio, di consigliarti di cambiare sequenza di riproduzione oppure se proprio non puoi, cambia juke box.
    Guarda qui, ci sono un paio di Wurlitzer in vendita…
    Come dici? Sì, sì, pare che vendano solo il juke box… 😉


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      1. Ah! Ho risposto… Sei il numero 1! L’ho sempre detto io. In tempi non sospetti.
        Adesso ho capito perché non sei venuto a bare una birra a Bari… (azz visto come suona bene… Bere una Birra a Bari?) avevi in programma altre birre…
        Wilmaaaaaa dammi la clavaaaaaaaa
        😀 😀 😀

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  9. Io sono molto affezionata alle mie idee strampalate! Mi vengono di solito mentre zappo e vango in giardino d’estate, d’inverno mentre faccio i lavori di casa. A dimostrazione che quando la testa è rilassata e non sovraffollata di pensieri, lavora meglio. Non ho ancora scoperto nuove leggi fisi8che e neanche scritto capolavori, intendiamoci, però mai disperare. L’idea del juke-box mi piace un sacco!
    Un saluto
    Alexandra

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      1. Penso che siano tanti tasselli, ciascuno va al suo posto negli anni e a volte neppure ce ne accorgiamo, poi all’improvviso ci vediamo il mosaico davanti e restiamo sorpresi che sia “il nostro” mosaico. Ma lo è, anche se viene magari da cose che abbiamo letto, visto, imparato, studiato, ascoltato. Il nostro modo di metterle insieme è comunque “nostro” 🙂

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      2. Sì, io pensavo in questo caso al mosaico come idea formata all’improvviso dai tanti tasselli, tesserine di pensieri provenienti da cose che sono già in ordine sparso nella mente. Ma in effetti può valere anche per la vita 🙂

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