Giorno: 21 settembre 2015

L’angelo

Tutti erano convinti che Bosa fosse una bambina dalla fantasia molto vivida. Alla sua età nessuno faceva caso al fatto che ella parlasse con un amico immaginario, che ci giocasse insieme e che gli chiedesse consigli su come comportarsi. Il papà e la mamma di Bosa erano sempre molto impegnati nel loro lavoro ed in molte altre attività, sportive o di società… Bosa era comunque molto amata e poteva chiedere ciò che voleva, cose materiali, giocattoli, e loro le concedevano tutto, ma non era proprio tutto quello che la bambina desiderava.

“Avere tanto tempo con me stessa mi fa essere attenta a ciò che ho dentro e ciò che c’è fuori”, pensava. Mamma e papà non hanno tempo e non si soffermano molto su ciò che li circonda, figuriamoci se fanno abbastanza caso a quello che hanno dentro.

Miyo era il suo angelo custode, lui c’era sempre, le stava accanto, ci giocava, le parlava e Bosa una volta gli chiese: “Anche i miei genitori hanno amici personali come te con cui parlare?” “Certo” rispose Miyo, “Tanto tempo fa ci parlavano anche, ma si sono dimenticati di loro e adesso neanche li vedono più, ma essi sono sempre con loro”.

Un bel giorno di primavera, rientrando a casa da sola perché la mamma aveva un impegno importante e non poteva andare a prenderla, Bosa si fermò ad osservare per strada un barbone che, seduto su una cassetta di frutta, ascoltava da una vecchia radio una dolcissima musica classica. Bosa chiese a Miyo, sempre accanto a lei: “Come mai c’è tanta infelicità nel mondo?” Miyo rispose: “Perché credi che quell’uomo sia infelice, Bosa? solo perché gli basta poco per sorridere e vive per strada?”

Il barbone, accortosi di loro, fece un cenno di saluto, strizzando l’occhio a Miyo che rispose al gesto.

“Lui può vederti?” chiese a quel punto Bosa meravigliata. “Certo, i suoi occhi non hanno mai smesso di osservare la vita”, fu la risposta di Miyo. “Lui ha solo scelto di essere veramente libero al di fuori di ogni convenzione”.

“Starai sempre con me?” chiese la bambina a Miyo a quel punto. “Io sarò sempre con te, piccola mia e guiderò i tuoi passi” rispose il suo amico “invisibile”.

“E potrò parlarti sempre, tutte le volte che ne avrò bisogno?”, incalzò la bambina.

Miyo rispose con un sorriso di compassione: “Questo dipenderà da te, se sceglierai di continuare ad avere occhi per vedermi”.