Cambiamente/o

Ho sempre visto con disappunto le abitudini, la routine quotidiana, quel ritmico ripetersi di comportamenti che forse hanno come solo fine quello di rassicurare se stessi e gli altri che nella vita esistono dei punti fermi, un campo delimitato in cui riuscire a trovare pace nei confronti del frenetico cambiamento che circonda tutti.

Il bello è che poi cerchiamo di rinchiudere in quel recinto anche le persone che ci sono più care, quasi per creare un mondo nel mondo, per chiudere la porta quando non vogliamo che il male e tutto quello che affrontiamo fuori, entri in quello spazio che ci affanniamo a difendere e puntellare per renderlo il più sicuro possibile.

nessuno però ci è mai riuscito se non per un breve lasso di tempo. Simili comportamenti sono contro natura. Scienza e religione hanno dimostrato che l’esistenza è un continuo cambiamento, una continua vibrazione e resistervi non ha molto senso. “Panta rei” diceva Eraclito qualche millennio fa e sembra che tutto lo confermi.

Perchè noi umani ci ostiniamo a cercare di fermare il tempo? Vorremmo non invecchiare, vorremmo non vedere i nostri figli crescere ed andare via, vorremmo sempre che coloro che amiamo restino accanto a noi, vorremmo non veder mai morire i nostri cari, vorremmo che certe situazioni durassero…già ma nemmeno i più potenti della terra ci sono mai riusciti.

Certe personalità illuminate, mi riferisco a Cristo, Buddha, ed altri non hanno neanche provato a farlo forse perchè sapevano che si trattava di cosa impossibile e se non ci sono riusciti loro vorremmo riuscirci noi, piccoli esseri insulsi?

Ciò che hanno cercato di insegnarci, infatti, è stato quello di lasciar andare, di accettare lo scorrere degli eventi, di non “reagire” al flusso infinito del divenire che governa tutto ed affidarci ad un disegno più grande di noi in cui bisogna solo credere.

Impara a distaccarti da tutto ciò che temi di perdere…questa la diceva Yoda di Star Wars, ma è sempre la stessa cosa…

114 comments

  1. che dire, già che mi sono intrufolata tra i tanti commenti che ho letto, faccio parte di quel gruppo che non vorrebbe ne staccarsi ne doverlo fare oltre che crearsi quel mondo nel mondo, come hai scritto tu.
    Niente di più vero…

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  2. -Impara a distaccarti da tutto ciò che temi di perdere- ho imparato a farlo tanto tempo fa, per non soffrire…direi che ora benedico quel giorno…il cambiamento è il sale della vita , per me…ciao gigi, bentrovato

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  3. È il limite dell’essere umano quello di non riuscire ad accettare l’evoluzione delle cose, non riuscire ad accettare i cambiamenti degli altri ed i propri. Si pensa di poter vivere in una bolla, ci si aspetta che i gesti siano sempre i medesimi e che le situazioni non subiscano scossoni improvvisi, e questo sicuramente non va bene.
    Quando poi capita qualcosa che modifica peró in maniera devastante la propria esistenza
    bisognerebbe riuscire ad essere distaccati ma posso dire che anni di yoga e meditazione mi hanno aiutata a capire certe dinamiche, cerco di accettare lo scorrere degli eventi, ma è difficile caro Gigi.
    L’essere umano é passionale, dolce, iroso, comprensivo, contorto, amorevole e tanto altro ancora e forse non può accettare così tranquillamente e con riverente distacco ciò che gli procura dolore, forse dovrebbe, ma é tanto tanto difficile.
    Forse mi son dilungata un po’ ahahaa, ma grazie per le tue bellissime riflessioni….
    Un caro saluto.

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    1. Ciao bella donna…hai ragione, le abitudini, gli affetti, certe cose fanno parte di quella zona di comfort da cui è difficilissimo distaccarsi. Infatti solo esseri superiori ed illuminati possono dire di esserci riusciti…noi miseri umani abbiamo ancora molto da progredire e da imparare… Grazie a te mia cara…un grande bacio!

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  4. Perché noi dobbiamo sempre affannarci seguendo ideali utopici. E più sbattiamo il muso contro la realtà e più non vogliamo imparare.
    Bisognerebbe adattarsi agli eventi così da trovare sempre in ogni situazione una rampa di lancio per raggiungere i nostri obiettivi

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  5. eccolo! gigiolì! ma quanto sei mancato?
    na cifraaaaaaaa! la ghiandina era latitante! stava con cip e ciop!
    hai ragione! dovremmo imparare! spesso lo facciamo… io ci provo sempre a correfe e non stare ferma… a volte ci si spiaccica ma fa parte del vivere… altrimenti rimaniamo immobili!

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  6. ciao Gigi, tutto ok? passato bene le feste?

    bel post, belle riflessioni, in fondo la vita è un bellissimo film che vorremmo non finisse mai, razionalmente parlando… più che imparare a staccarci dalle cose che abbiamo paura di perdere sarebbe d’uopo evitare legami vincolanti con persone, cose, luoghi e situazioni. E’ una questione di scelte, grandi emozioni grandi sofferenze, minime emozioni minime sofferenze, spesso fingiamo di dimenticarci che l’egoismo è la quinta essenza della sopravvivenza.

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    1. Ciao TADS…feste tranquille nello stato soporifero che prediligo quando spero che il tempo passi in fretta perchè le feste non le sopporto…hai ragione…è una questione di scelte, ed io ho scelto di dedicarmi a me stesso…ma non nel senso egoistico del termine…forse perchè solo se mi ritrovo posso essere utile agli altri… 😉

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      1. Credo che a volte, quando si ha la fortuna di comprendere determinate cose della vita, potrebbe essere un bene trasmettere certe cose anche agli altri…non certo nel senso di influenzarli, giammai, solo nel senso di informarli che vi sono altre strade da percorrere che oggi ci sono in qualche modo celate… per quanto riguarda l’altruismo, poi, io ho sempre sognato di poter dare una mano a quelli più sfortunati di me…qui faccio volontariato in ospedale ma non mi dispiacerebbe andare a dare una mano in posti del mondo disagiati…è una cosa che sento molto forte dentro di me…

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      2. erano altri tempi comunque esistono ONG serie che reclutano volontari, credimi, sono esperienze che ti cambiano la vita per sempre, si impara a guardare il mondo da angoli diversi

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      3. è quello che voglio fare TADS…non sono più da Zecchino d’oro ormai…e quest’ultima parte della vita vorrei passarla tra me e chi ne ha davvero bisogno. Lavorare nella società odierna ti rende utile solo al sistema ed io sono stufo… 😉

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      1. Questo dovrebbe essere piuttosto ovvio.
        Così come l’esatto opposto, ovvero dare sempre la giusta importanza e le attenzioni che meritano alle persone a cui teniamo.

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  7. Ah, cher Gigì, che rientro in grande stile!
    Spesso si confonde il lasciarsi scorrere nella vita con la passività: pour moi, il distacco lo si raggiunge dopo aver vissuto molto, e imparato a riconoscere la paura, i propri limiti, ma anche le nostre risorse.
    Credo che nella rabbia ci sia paura, soprattutto la paura di perdere i paletti che sostengono la propria inconsistenza.

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    1. Mercì ma cherìe…ma nella vita puoi far tesoro delle esperienze o maledire tutto e tutti…sta a noi la scelta…e dipende appunto dalle risorse che abbiamo…la tua ultima frase è letteralmente una perla… 😉

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  8. Ehi ma allora ci sei ancora! 😉
    Non sono tanto convinto, cosa intendi per imparare a distaccarsi? Se ci tieni, non puoi imparare, se impari allora forse non ci tieni abbastanza… Probabilmente non ho ben capito. E comunque questo “lasciar andare” non mi convince: se tutto andrà comunque come deve andare, allora niente di ciò che faccio influisce sul resto, perciò posso comportarmi in qualunque modo… Non è deresponsabilizzante? E se è deresponsabilizzante, allora Cristo non c’entra in questo discorso. Oppure non ho capito un bel niente, cosa che non è da escludersi…
    Saluti e ogni bene! 🙂

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    1. Ehehehehehe Ivà sei sempre unico… Hai capito benissimo invece. La mia è un pò una provocazione ma non intendo incitare ad essere superficiali e lasciar andare tutto. Cerco solo di accettare quello che la vita offre perchè in fondo sono convinto che l’abbiamo creato noi stessi… Non critico le azioni, ma le reazioni… 😉 Ogni bene a te, ragazzo!

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  9. Innanzitutto bentornato!
    Peraltro torni con un argomento che è di grande attualità. Negli ultimi anni si “lavora” in molti settori per abituare le persone al cambiamento. E ciò perché cambiano in continuazione le condizioni sociali, economiche etc. Il problema fondamentale è che noi esseri umani siamo riluttanti a cambiare perché in ciò che siamo e facciamo, abbiamo consolidato il nostro “comfort” e ci riesce difficile pensare di abbandonarlo per affrontare nuove sfide, ricominciare tutto daccapo, mettere in campo nuove energie.
    Se poi parliamo di sentimenti, la situazione si complica ancora di più.
    Grazie Gigi del bel post. Un abbraccio fraterno. 🙂 Piero

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    1. Pierooooooooo Grazie amico mio…sono stato un pò assente infatti, niente di che…solo uno dei miei periodi riflessivi. In effetti hai centrato come sempre il punto. La “zona di comfort” dell’essere umano è quella che lo spinge a temere i cambiamenti sotto tutti i punti di vista, ma se ci si rende conto che non può durare allora che senso ha? Un sentiero sconosciuto può anche essere rischioso ma potrebbe condurre a mete bellissime… Un abbraccio Pierì… 🙂

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      1. Grande amico mio! Anche io sono stato incostante negli ultimi tempi, causa aggravamento delle condizioni di mio padre (che comunque resiste!).
        Sono invece contento di sapere che per quanto ti riguarda si sia trattato di una necessaria pausa. Anzi credo che ogni tanto dovremmo prendercela tutti, per riscoprire magari cose a cui non stiamo più prestando attenzione.
        Anche questo, se vuoi, è un cambiamento. Quanto tempo dedichiamo a noi stessi a parte lavoro, famiglia, incombenze, persone? Direi sempre molto poco.
        Infine credo che l’assumersi dei rischi tipico di determinate generazioni che hanno dovuto costruire qualcosa, sia oggi in disuso. D’altronde le condizioni sociali non sono delle migliori.
        Abbandonare il comfort oggi è già un grande rischio. Ci vuole molto coraggio. 🙂 E forse anche “un fisico bestiale”. 😀
        Ti abbraccio Gigi carissimo.

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  10. Che bello! Sei tornato!!! Mi mancavano i tuoi post filosofico introspettivi e anche a volte allegri. Bene. Cominciamo il nuovo anno con una riflessione davvero importante. Io ero un’abitudinaria fino a qualche anno fa. Poi la crescita di mio figlio, la noia, la routine, imi hanno indotto a cambiare. Al lavoro e’ richiesto un continuo cambiamento e un continuo adeguamento, accelerati in questi ultimi due anni. Ecco perche’ con rassegnazione mi sono messa di impegno per accettare tutti gli imprevisti, gli stravolgimenti, i cambi di rotta…e devo dire che ora l’imprevisto non mi spaventa piu’. Certo, dipende dall’imprevisto ma se banale ci rido su.
    Ciaooooooo Bravoooooo

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  11. Bentornato Gigi, molto vero il tuo post, come sempre del resto, e c’è tanta consapevolezza e tanta amarezza, spero che non sia capitato nulla di grave. Il dolore bisogna “accettarlo” opporsi non risolve nulla, anzi, buona serata 🙂

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  12. Bentornato, gigi !!!
    Insomma, per evitare di soffrire, nn dobbiamo attaccarci agli affetti, alle abitudini, alla vita?
    Ummmh! Sarebbe anche facile, se solo nn fossimo stati creati dotati di un’anima che è scrigno di sentimenti come per esempio l’amore (in senso lato), la gioia, la tristezza, la rabbia. :/

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    1. Ma buongiorno a te! In effetti la soluzione sarebbe quella ma noi umani la troviamo molto difficile…eppure esistono persone che ce l’hanno fatta…l’amore va bene ed infatti muove tutto, ma il resto andrebbe tenuto sotto controllo… 😉

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  13. Verissimo! Io odio la routine,anche se vivo seguendo i ritmi della Natura:ma la Natura stessa é rinnovamento e io cerco sempre di fare qualcosa di nuovo e di diverso ogni giorno.E in montagna in un’azienda agricola ti assicuro che la routine é poca 😉

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  14. Non sono per niente d’accordo.
    Gli eventi non vanno (andrebbero) mai assecondati, soprattutto quando ci conducono a strade lastricate di dolore.
    Opporsi al caso, al destino, al karma o a quello che si vuole, dovrebbe essere insita nella natura di ognuno di noi.
    Poi si può fallire, ma non lo si fa passivamente.

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      1. Ciao Supermamy…non sei l’unica che lo dice ed è un punto di vista assolutamente rispettabile…se ti aiuta a star meglio allora ben vengano i vaffa…ma si può migliorare… 😉

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