Day: 3 novembre 2015

Ho ragione io…

Forse sono moltissime le persone che hanno una visione idealizzata di come il mondo dovrebbe essere. Questo dovrebbe andare così… tu dovresti essere…sarebbe meglio che…

Stiamo solo manifestando come le cose dovrebbero adattarsi al nostro modo di vedere perchè siamo convinti che il mondo giri meglio se si adattasse a come noi lo vogliamo o come ci aspettiamo che vada. Se non gira come diciamo noi, “nel modo giusto”, allora va tutto a rotoli.

Quante volte sentiamo dire che il mondo dovrebbe andare così o colì, e per quanto possa essere un’idea meravigliosa, bisognerebbe comprendere che, affinchè il mondo sia così o colì, gli idealisti dovrebbero “imporre” le loro credenze agli altri a costo di sottomettere tutti quelli che si rifiutano di uniformarsi alla loro immagine “perfetta” del mondo stesso.

Pensiamo, insomma, che l’unico modo per rendere migliore una persona e migliorare, di conseguenza, il mondo, sia convincere gli altri a vedere le cose a modo nostro.

Ma il mondo e le persone non si comportano mai come vorremmo e sprechiamo un mare di energie nel tentativo di convincerle a diventare qualcosa che non sono e non possono essere, invece di lasciarle libere.

L’attaccamento ad alcune credenze spesso diventa più importante del messaggio, sino a corrompere il rispetto e la libertà degli altri. E senza questi presupposti, anche se gli ideali sono giusti, la pace non sarà mai possibile.

Costringere qualcuno al cambiamento non cambierà mai nulla. Sulla terra vivono sette miliardi di persone e quindi ci sono sette miliardi di punti di vista diversi. Se ognuno pensasse che solo il proprio è quello giusto, avremmo sette miliardi di scontri.

Libertà di scelta non significa voler affermare la propria ragione a tutti i costi, ma apertura e rispetto. Voler bene a qualcuno significa anche e soprattutto rispettare le sue scelte senza porre condizioni, anche se pensiamo che siano sbagliate.

Se qualcuno non condivide le nostre idee non prendiamola come un fatto personale scendendo sullo scontro, ma impariamo ad ascoltare senza replicare. Ognuno deve pretendere ed offrire rispetto per le idee.

Quando parlo con mia madre, ad esempio, mi rendo conto che lei ha una impenetrabile fede nelle sue convinzioni religiose e che non esiste altra via oltre a quella che lei ritiene giusta, e se provo a parlarle di altri modelli mistici che potrebbero essere altrettanto apprezzabili ed orientati al bene non vuole sentir ragioni. La via è solo una, ed quella che lei ha scelto.

In fondo ha ragione, è la sua via, chi sono io per cercare di farle cambiare idea?

Il discorso potrebbe essere trasportato su tutti i piani della nostra esistenza, la politica, la religione, il tifo sportivo, la musica, l’arte e così all’infinito.

Se arriviamo a difendere con veemenza la nostra posizione o la nostra causa senza ascoltare il punto di vista altrui e senza dare potere alle loro parole, allora l’attaccamento prende il posto della consapevolezza.

In fondo la verità esiste indipendentemente dal fatto che ci crediamo o no, mentre una credenza esiste soltanto fin quando ci si crede. E molto spesso si tende a confondere la ricerca della verità con il tentativo di avere ragione…