Un senso

Credo che ci sia una domanda che tutti gli esseri umani si siano posti almeno una volta nella vita. Riguarda il senso di quest’ultima. Malgrado sia una domanda tanto comune, è destinata, il più delle volte, a rimanere tale perchè nessuno può pretendere di avere una risposta. Ed allora ti fai la domanda e ti dai la risposta, ma poi ti senti come Marzullo e ti vergogni a dire al mondo che fai pensieri simili e ributti il tutto nello svuotatasche del cervello, dove ci sono tutte le chiavi della vita, ma sono troppe e non sai più qual’è quella che apre il portone principale.

Pochissime menti eccelse hanno avuto il coraggio di esternare un tentativo di risposta e, se lo hanno fatto, è stato perchè avevano le “spalle coperte” da un curriculum di tutto rispetto. Da Socrate fino ad arrivare a Freud, Fromm, Einstein e Dostoevskij ognuno ha detto la sua.

Tu le leggi e cerchi di scoprire se quella chiave griffata si adatta alla tua serratura ma non potrebbe funzionare così perchè ognuno ha la sua. Solo che la vita le ha mischiate ed è questo il vero casino. Il destino beffardo può aver dato a Mario Rossi la chiave di Einstein e viceversa.

Personalmente non sono nessuno rispetto a cotanti geni ma in questo contesto ristretto mi azzardo a dire la mia.

Evitare il quesito equivale a lasciarsi andare, a vivere una vita preconfezionata dalle mode e dai costumi, dai piccoli litigi, dalle invidie, dagli odi, dalla filosofia “dell’io sono migliore di te”, dall’identificarsi con modelli di furbizia e di bellezza che alla fine sono soltanto nella tua testa perchè qualcuno ce li ha messi, ma non sono i tuoi. Resti uno dei tanti fantocci.

Il senso della vita è estorcere felicità a se stessi, nuotare controcorrente come i salmoni, cercare il tuo sentiero vero tra i milioni di strade che ti si pongono davanti ogni ora. E’ un gioco al rilancio, dove devi avere sempre un asso da giocare, e se non ce l’hai devi bluffare e far credere di averlo.

E’ un puzzle che ti hanno consegnato in scatola quando sei nato, coi pezzi mischiati, e tu devi mettere tutti al loro posto se vuoi capire cosa raffigura l’immagine, altrimenti ti giochi il tuo giro invano.

Ci vuole pazienza, non è un gioco per istintivi che non sanno guardare oltre quello che gli succede al momento. La vita non è azione e reazione immediata, è chiedersi il perchè. E la risposta potrebbe arrivare subito, tra un mese o tra anni, non puoi saperlo. le cose lente, in fondo, sono le più belle. Bisogna saper aspettare.

Il senso della vita è trovare un senso in tutto ciò che senso sembra non averne, è non chiedersi mai perchè, proprio perchè chiederselo è il modo migliore per rovinare un miracolo. E’ accettare il buio con un sorriso che nessuno vede. E’ dare al tempo il valore che vuoi tu, non quello che ti dice l’orologio, perchè un giorno dura un’ora quando sei felice ed un’ora può durare un giorno quando sei triste.

Il senso della vita è camminare ed andare avanti e per questo non ti servono le gambe; ci sono persone che vanno a mille su una sedia a rotelle ed altre che restano immobili anche se corrono i 100 metri in 10 secondi netti.

Il senso della vita, in fondo, è solo una questione di punti di vista, e sono questi ultimi che creano le nostre abitudini, le quali, a loro volta, creano noi, in un circolo vizioso dal quale non riusciamo ad uscire.

88 comments

      1. Peccato che è stata copiata letteralmente da wikipedia pero ed è di Baricco che, se permetti, è un migliaio di spanne sopra. Mi sembri uno dei tanti bluff e pure abbastanza grezzo. D’altronde anche chi ti segue, non è da meno. Naturalmente copio e incollo la sua frase. Non sono abituato a dire tanto per:
        “A me risulta che la ricerca del senso è una sorta di partita a scacchi, molto dura e solitaria, e che non la si vince alzandosi dalla scacchiera e andando di là a preparare il pranzo per tutti. È ovvio che occuparsi degli altri fa bene, ed è un gesto così dannatamente giusto, e anche inevitabile, necessario: ma non mi è mai venuto da pensare che potesse c’entrare davvero con il senso della vita. Temo che il senso della vita sia estorcere la felicità a se stessi, tutto il resto è una forma di lusso dell’animo, o di miseria, dipende dai casi. Peraltro, è anche possibile che mi sbagli. È giusto un pensiero istintivo – un certo modo di vedere il mondo” (Alessandro Baricco)

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      2. Libero di pensarla come ti pare…non sono abituato a copiare da nessuno…non conosco neanche questo Baricco, quindi ho appreso che abbiamo pensieri simili e questo non può che farmi piacere. Il resto però mi pare del tutto diverso…comunque grazie per la segnalazione caro Silvano il mago di Milano…mi documenterò su questo autore, mi sa che abbiamo tratti comuni… 😉

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  1. Gran bel argomento e post Gigi. Credo anch’io che prima o poi ci si ponga la domanda. E sono d’accordo sul fatto che non possa esistere una risposta preconfezionata a prescindere che arrivi da una religione, da persone cha abbiamo vicino o altro. Credo che il senso che diamo alla nostra vita cambi man mano che noi cresciamo e ci evolviamo. E’ una ricerca che dura una vita. Il punto forse è ricordarsi di tenerlo presente e non lasciare che il tempo scorra senza viverla. Ci sono dei momenti in cui ti rendi conto che la vita come la stai vivendo non ti porta da nessuna parte e dentro di te hai la sensazione che la stai buttando, che ti stai lasciando vivere invece di vivere veramente. Ecco, quello è il momento in cui porsi quella domanda può avere un senso. E se te la poni con presenza, sentendo quello che stai chiedendo, allora arrivano anche le rsposte che ti aiutano a prendere la direzione migliore per te in quel momento. Come dice PJ iniziano le sincronicità, visto che il caso non esiste….Buona serata Gigi.
    PS per allungarti un ebook dove posso inviarlo?

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    1. Molto Shakespeariana questa tua definizione…”La vita è una favola narrata da uno stolto”…diceva il grande Bardo… Però io spero che non sia così Mistral, voglio continuare a sperare, per me e per gli altri, che tutto questo non sia solo il frutto del caso… Baci

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  2. Tu fai post troppo seri porca miseria, mi costringi a pensare con questo caldo… E poi per me è difficile con te confrontarmi su certi argomenti, mi hai abituata male.
    Il senso della vita poi, hai detto niente.
    Ci penso e prometto un commento alla tua altezza mio caro. Ci provo almeno.
    Abbraccio intanto…

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      1. Penso che tuttalpiú si riesce ad uscirne per entrare in uno nuovo o almeno modificare quello esistente.. impossibile fare a meno di qualunque abitudine, basta che queste non ci definiscano in pieno..

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      2. E’ vero…è un po’ la storia dei “pendoli” della teoria di Vadim Zeland…ma la soluzione sarebbe proprio quella di non lasciarsi imprigionare da queste abitudini, cambiando il modo di essere. Facciamo sempre la stessa strada per andare in palestra o al lavoro, prendiamo sempre lo stesso cocktail, e così via…bisognerebbe iniziare da queste piccole cose per cambiare mentalità ed uscire da quel circolo vizioso. Solo così potremo gustarci la novità del presente senza rifugiarci nelle comode mani delle abitudini che rappresentano un passato che torna ciclicamente…

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  3. Il senso della vita è un quadro. Ognuno di noi ha a disposizione una tela dei pennelli e dei colori. Tutto sta a come li si usa e al tempo impiegato: c’è chi decide in breve tempo cosa dipingere, chi invece impiega una vita e chi non deciderà mai…

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      1. Il mio quadro lo sto ancora dipingendo, ma non per indecisione, piuttosto per poter accogliere le continue novità. Finirlo subito, in fondo vuol dire chiudere con tutto ciò che potrebbe ancora accadere…

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      2. eh no Dora…non devi finirlo subito…quel quadro non finisce mai…l’ultima pennellata tienila il più lontano possibile…gioca coi colori, ritocca le figure, aggiungi le stelle in cielo ma, come hai giustamente detto, non finirlo mai… 😉

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      1. No dai, a parte gli scherzi, una bella fetta del senso della vita è avere buoni amici come te…esseri incontaminati che possono solo arricchire una esistenza.
        sotto quel cappello ci sta una testa notevole…e se scendiamo un poco, troviamo un cuore pieno di generosità.
        Sei speciale. Tranne quando mi tratti come un amico maschio.

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      1. Sono contento che condivida queste chicche musicali…certo niente a che vedere con “io mammeta e tu” o Nino D’Angelo che ti farebbe ascoltare avvo in macchina…ahahahaha
        Il faro non è il mio punto di forza…e ti ho detto tutto… 😉

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      2. Noooooooo temevo usasse le armi chimiche ma non sapevo arrivasse a simili bassezze… pare che prima di un appuntamento galante, al contrario di chi sceglie il profumo adatto, lui si rimpinzi di cavoletti di Bruxelles… 🙂 Per le tue narici ci vorrebbe solo Chanel n. 5 non Bruxelles snc (senza numero civico) 😉

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  4. ehhhh un senso alla vita… ognuno ha il suo particolare senso… la vita scorre veloce, sta a noi rallentarla un po’ ogni tanto e correrle dietro… il senso è negli occhi di qualcuno, è in un imbarazzo, o un’emozione, in un brindisi con qualcuno, è in una bella scorpacciata con gli amici, nel sorriso di un bambino, nello sguardo di chi è felice o soffre, nel ricomporre un puzzle al quale sembra mancare un pezzetto, nel nuotare ( o paperare come me) in un bel mare del sud! ……. eccetera! a volte è difficile scovarlo, ma mi sa che è dentro di noi!

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    1. giusto Ale! e’ ovunque ed in nessun posto. Sta a noi cercarlo e trovarlo dove non ti aspetti… e forse hai detto una cosa magica…troppe volte lo cerchiamo fuori ma lo abbiamo già dentro di noi… 😉

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      1. VEROOOOO..AH CHE DICEVIII? NON SENTOOOO? ahahahah allontanati dal rumore della città e degli automi che la abitano…cerca il silenzio, medita nella natura e vedrai che riuscirai a sentire quella vocina che sussurra… 😉

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      2. ASPèèèèè CHE DEVO STRILàààààààààà!!!!!!!!!! SI, SCAPPOOOOO!!!!! VOGLIO ANDARE CON I MONACI TIBETANIIIIIIIII!!!!!!!!!!! O SU UN’ISOLA DESERTAAAAAAAAA!!!!! mi senti??? o devo urlare di più???? ma la vocina sussurra, sussurra e bussa… aspè che le apro!

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      3. vieni a prendermi stasera, con la tua torpedo blu… tuppidù!!!! emhhhh io sto a… roma… lontanuccia!!!! mamma mia quante valigie sto facendo sto periodo su sto blog! ma questa destinazione proprio mi piace!!!!! ma porti pure il cappellino bianco, vero?

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      4. Certo! a Lhasa, come a Milano, non posso stare senza il mio Panama… allora o partiamo da Milano o da Roma…un mese in giro per monasteri tra natura e meditazione…ma vuoi mettere? Ah, se medito, lo faccio senza cappello… 🙂

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      5. AHHHH, beh certo, senza cappello, sennò poi le vibrazioni positive come fanno ad entrare nella testolina????? un meseeee!!!! wow!!!! torniamo proprio liberi da ogni cosa…!!!!! ma si che ci importa! destinazione rilassamento… senti, ma tra di noi possiamo parlare????? se vieni con la torpedo partimo da roma!

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      6. Tra di noi possiamo parlare…sò pugliese ma me sò fatto tre anni nella capitale…me piace l’idea de penzà che il cappello me vola via mentre ridiamo a tutto gas sulla torpedo blu… 🙂

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      7. hehehehe!!!!! a tutto gassss!!!! e io mi metto il fazzoletto alla thelma e louise! però no… senza cappellino poi come si fa??? yeeee!!! meno male che possiamo parlare!!!!! e ogni tanto ce metti pure un po’ de romano! hihih!!!!

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      8. te possino…eccerto che parlamo Alè…te fai Thelma, io sò Giggi..che è un po’ la stessa cosa…ce fermamo ar primo monaco che trovamo…un val cacio e pepe e poi vai c’a meditazzione…anvedi che sballo….li mortè ahahaha

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      9. hihihih aspè che sto piegata da ridere!!!!!! te possino a te che me fai venì pensieri de monaci,, meditazioni, caci e pepe…!!!! e mo che famo????? io voglio partì! hihih1!!!! e poi che ne so che potevamo parlà!!!! beh certo io proprio sola soletta senza dire e fare nulla non è che proprio ci sia stare… magari ti chiamavo e gridavo pure con i gesti!

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      10. ma che te pieghi, aho! ma che stai a dì? io che te ispiro pensieri de monaci? E che famo? Partimo, no? Nel viaggio parlamo e ce famo un panino c’a porchetta….oh se me devi chiamà fallo stasera che non c’è mi madre…che altrimenti me scassa er….vabbè se semo capiti….ahahahahaha

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      11. hihihi!!! ma tu parli dei monaci, mica io….. e daiiiiii mo me dici partiamo e poi invece rimaniamo qui,…. ma guarda un po’…. io la torpedo ancora non la vedo… vedo solo il cappellino…. un paninazzoooo!!!! e sia pure quello… certo che oggi tutto insieme facciamo e poi quando siamo lassù tra i monasteeeeeriiii che facciam???? ahhh giàààà meditiam!!!!! e beh a tua mamma le dici che sono quelli delle pagine gialle!!!!

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  5. Colpita. Colpitissima dall’argomento, ma non affondata!
    Io lo so bene cos’è! Il senso della vita sta in una chiacchierata occhi negli occhi con un buon amico a cui non devi spiegare niente di ciò che dici perché ti ha già capito al volo. Sta nella normalità che, è vero, ormai è rara, ma esiste. Lo scambio di quella fantastica invenzione che è la parola, magari sorseggiando un buon rosso…vuoi mettere?

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    1. E vuoi mettere una parmigiana di zucchine che crea dipendenza in accompagnamento al rosso? Grazie Pallix…rinnovo l’invito che ti ho fatto ad unirti in questa palestra di scrittura…conoscendoti, so che ti appassioneresti ed avresti modo di farci conoscere le tue bellissime storie… 😉
      Ah ma la ricetta della parmigiana me la devi mandare…sono già in astinenza…ehehehehe un bacio!

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      1. Ma non ci penso neanche! Mi hai preso per una stupida? Quelle due o tre cose che so fare a malapena, sono i miei assi nella manica! Se ti spiffero i segreti, la prossima volta finisco in un ostello… 😦

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  6. Caro Gigi, di questo Tuo dire m’è balzato agli occhi in particolare modo la faccenda che ci si muova anche da fermi ed il suo contrario.
    Ho apprezzato la ricerva della chiave, che spesso di Volta c’ha solo il sentito dire,
    e mi sono un poco lasciata andare prima della serratura.
    Il valore del tempo è un sipario che insceniamo per frapporre il solito velo tra l’attesa che non passa mai e la speranza che alcune cose tornino a sorprenderci le dita.
    Il senso io quello non lo so, e neppure le presumo, ma mi piace pensare, che quelli altrui siano sempre più grandi e valorosi dei miei. Per avere un’altra storia da raccontare.
    ( e comunque dai circoli viziosi si esce eh. quando il cane si morde la coda prova a dargli un biscotto vedi come se ne fotte di continuare ad andare in giro su se stesso).
    Il solito saluto, Gitti

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    1. ehehehe ecco la prestigiatrice delle parole…è una chiave di quelle che non tieni perché aprono porte ma perché ti piace pensare che ha una forma bella e non sai che porta potrebbe aprire, ma ti piace e la tieni. Neppure io conosco il senso e non credo che quel senso abbia voglia di farsi acchiappare…se ci è sfuggito in millenni, ti pare che possa rallentare ora? Però vale la pena cercare e se qualcuno, un giorno, lo troverà allora reciterà la magica formula del nascondino: Un, due, tre, libera tutti! 😉

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  7. Hai ragione ognuno ha il suo, per me ad esempio è potersi guardare a testa alta ogni mattina negli occhi sapendo di aver fatto del proprio meglio per far andare bene le cose. E questo implica, a volte, anche fare scelte difficili e controcorrente, ma necessarie! 🙂
    Buona giornata!

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    1. Ciao Chiara! Grazie a te! il carpe diem, il vivere l’attimo è la vera filosofia di vita vincente. Se non lo hai ancora fatto ti consiglio una lettura estiva che osanna in maniera sublime questo saggio principio: “Il potere di adesso” di Eckart Tolle…davvero notevole… 😉

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  8. Top voto 10 . Per me il senso della vita è” vivere la vita stessa giorno per giorno .con energia forza vigore pessimismo sport contraddizioni e tutto ciò ” che nell’arco di 24 ore passa per il mio cervello . Basta programmi basta progetti . E ” esserci . Avere le risorse di rialzarsi tutte le volte …e possibilmente diventare più” consapevole delle mie potenzialità” . Questo per me è” il senso della vita … Alle 5 e mezza di stamattina era correre con Asia … Adesso è” commentare e scrivere e risponderti e rispondermi a questa grande domanda …

    Inviato da iPhone bruno padova

    >

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  9. Un bel post, Gigi. Il bel Post. Perché sarebbe la cosa principale di cui discutere. Come dici tu ognuno di noi deve ricercare il suo sentiero, e io mi spingerei a dire che per portare avanti questa ricerca magari non dobbiamo lasciarci andare ai “giochi per istintivi”, ma essere pronti ad usare il nostro istinto, quello sì. Perché con la sola ragione, non si arriva dove si potrebbe arrivare.
    Alla prossima 🙂

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    1. Grazie PJ! Condivido ciò che dici, l’istinto fa parte della nostra animalità ma spesso lo usiamo molto male ed in maniera negativa per prevalere sugli altri. Invece dovrebbe essere la luce che illumina il nostro sentiero…
      A presto ed un abbraccio!

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