Un libro…

“Un libro deve essere un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi”. (Franz Kafka)

Non smetterò mai di leggere e di scrivere di libri. Potrà sembrare un paradosso ma è così. Leggere mi incanta, è un piacere che pochi si concedono nell’epoca dei social. Per mancanza di tempo, ci si giustifica il più delle volte. Se si trova il tempo per nutrire il corpo si dovrebbe trovare anche quello per nutrire l’anima.
Un libro può essere giocoso, spiritoso, erotico, noioso, toccante, coinvolgente…tutti attributi che cerchiamo ed a volte troviamo anche nelle persone che incrociano la nostra vita. Ma, al contrario di queste ultime, un libro non tradisce mai, non sa fingere. E’ quello che è, se non ti piace puoi metterlo da parte senza rancore. I libri non provano rancore. Danno ma non ti tolgono nulla.
Una persona può mentire, spesso solo per difendersi, un libro non mente mai. Puoi decidere di trascorrere una serata in un qualsiasi locale ma rischi di aver buttato via il tuo tempo. Puoi decidere di trascorrere un pomeriggio in libreria o una sera a leggere e non rischi mai, perché i libri sono amici del tempo e forse sanno come fermarlo.
Il peggiore dei sentimenti che può provocarti è l’indifferenza. Non si può odiare un libro. Una persona ha un volto ed un carattere mutevole, un libro ha solo un’anima ed è sempre quella.
Un libro è un mondo alternativo al mondo di ogni giorno, un oggetto che senza far troppo rumore, ci consegna realtà inimmaginabili, creando quel vuoto nel mondo reale che spesso cerchiamo troppe volte invano, è una droga che non fa danni.
I libri hanno vita propria, credo che non siamo noi a sceglierli, ma sono loro a scegliere noi con quelle copertine ammiccanti ed i loro titoli, proprio come fanno gli abiti e l’aspetto per le persone.
Spesso non ci rendiamo conto che dietro quelle parole c’è tutta l’anima di una persona con cui abbiamo deciso di trascorrere il nostro tempo, famosa o sconosciuta, viva o morta. Volete mettere la soddisfazione di poter dire di aver conosciuto Shakespeare, Omero, Dante, Dostoevskij, Pirandello o addirittura Buddha. Già, perchè un libro trascende il tempo e le distanze e ti fa entrare nel mondo migliore di persone distanti migliaia di chilometri, che parlano altre lingue o che non ci sono più da secoli o millenni. Perchè leggere un libro è sempre guardare avanti anche se stai andando indietro nel tempo, perchè la nostra esperienza comincia dove quella dell’autore finisce.
Un libro, se lo guardate bene, ha la stessa forma di una porta; la apri ed entri in un altro mondo, il mondo di chi lo ha pensato e scritto che diventa adesso il vostro.
I libri hanno cambiato il mondo e non parlo soltanto di quello di chi li legge. Pensate alla Bibbia, al Corano, ai Veda; Senza quei libri il mondo sarebbe ben diverso da come lo conosciamo oggi. I libri sono stati fraintesi, idolatrati, proibiti, censurati, bruciati e raccolti in biblioteche enormi, tanto grandi da far impallidire le cattedrali.
Non è possibile che un libro lasci indifferenti, una sensazione te la provoca sempre, anche se fosse il semplice sonno o la noia.
Non ha importanza ciò che leggi, un libro, se letto al momento giusto, ti sfonda l’anima e ti cambia per sempre.

7 comments

  1. ciao vecchio milfone bauscia, come butta da quelle parti?
    hai scritto un epico elogio a quella che è considerata, a ragione, la più vecchia forma di comunicazione dopo la parola.
    Forse sei stato troppo generoso, enfatizzante, forse intendevi osannare il libro come istituzione, fonte di apprendimento ed emozioni.
    I libri sono come le fotografie, vanno dal capolavoro alla cacata totale (passami il francesismo), da quando poi è esploso il fenomeno dell’auto produzione (ormai sono decenni) la situazione è peggiorata.
    Come dire… mezza Italia scrive ma l’altra metà non legge.

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    1. Ciao TADS vecchio mio…come non essere d’accordo con le tue parole? Purtroppo le “cacate totali”, come giustamente le hai definite, hanno surclassato come numero le opere degne di essere lette. Questo credo derivi da una distorta domanda della gente che, ormai affetta da neuropenìa congenita (neologismo medico), chiede libri che non mettano in funzione alcun neurone…per certa gente persino leggere un libro di Stephen King rappresenta uno sforzo cerebrale impari…figurati se gli metti davanti, che so, un romanzo di Dostoevskji…ma tant’è e ci dobbiamo rassegnare. E’ un pò che manco perchè mi sono trasferito da Milano sulle colline del Chianti e qui credo proprio che la mia vena di modesto scrittore si risveglierà con esiti che spero non siano infausti…un saluto e a presto…

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  2. A me è capitato, due volte sole nella vita, di non riuscire a finire di leggere un libro. Per il primo ero troppo piccola e, forse, non riuscivo a capirlo. il secondo libro, invece, nel leggere, mi provocava un senso di rabbia e di fastidio insopportabili. Ci penso ancora, dopo tanti anni… do molto valore alla lettura, certamente i libri mi hanno cambiato, mi hanno aperto nuovi orizzonti, mi hanno regalato un vocabolario molto vasto, mi hanno fatto vivere esperienze ed emozioni che nella vita vera mi sarebbe stato impossibile sperimentare, quindi, di solito, sono una lettrice grata, rispettosa e paziente… con queste due eccezioni!

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