Resilienza

questa sconosciuta…
In effetti questo è un termine preso in prestito dalla fisica ed in questo settore è la capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi. Pensate all’abissale differenza che ci può essere tra la gomma ed il vetro. Quale sia il materiale più resiliente risulta immediatamente intuitivo.
Sarà il fatto che tutto ciò che viene dalla fisica è considerato come materia riservata solo agli addetti ai lavori, ma il lessico quotidiano ha mutuato quel termine e lo ha applicato anche agli esseri umani, coniando un concetto che finora sembra utilizzato solo dagli psicologi.
Non ci vuole uno scienziato per capire che il grado di resilienza di un essere umano è determinato dalla sua capacità di reggere agli urti…ma non certo quelli fisici, bensì quelli emotivi che la vita ci mette di fronte quotidianamente.
Quello di resilienza è un concetto fondamentale nella vita di una persona ma è un termine ancora poco usato e semisconosciuto.
Riassumendo, una persona resiliente è una persona “con le palle”, una che non si lascia scoraggiare dalle difficoltà e combatte quotidianamente a dispetto dei fallimenti per raggiungere il suo progetto di vita. E’ la persona che cade cento volte e cento volte si rialza perchè, come un bambino quando impara a camminare, sa che alla fine ce la farà, malgrado tutto. I resilienti sono i supereroi della strada, gente comune che possiede una caratteristica che sembra mancare alla maggior parte delle persone.
Le persone resilienti sanno che non conta tanto il risultato ma il fatto che ce l’hanno messa tutta e che dietro ogni angolo c’è una nuova sfida da vincere.
Le persone resilienti usano i loro fallimenti come bussola e si rendono conto di essere ciò che sono non tanto per i successi ma soprattutto per le sconfitte.
Le persone resilienti sono pazienti di natura, sanno che avranno altre occasioni per tagliare lo stesso traguardo.
Le persone resilienti non restano attaccate a quello che non c’è più e sono quelle che guardano avanti senza fermarsi a rimpiangere quello che è stato.
Le persone resilienti cadono perchè affrontano percorsi sconosciuti che loro stessi hanno scelto, perchè cadere sulle proprie scelte è diverso che cadere su scelte che hanno suggerito altri.
Le persone resilienti sono quelle che finora hanno cambiato il mondo, scienziati derisi che poi hanno vinto il nobel a distanza di decenni…Peter Higgs ne è un esempio, ma è una tradizione che iniziò un tale chiamato Galileo Galilei.
Le persone resilienti sono quelle che se hanno raggiunto una meta non si fermano e sono pronte a ricominciare, a cadere e rialzarsi, perchè forse è proprio quello il bello della vita.
Ma la notizia buona è che la resilienza non è un dono di natura. Si può coltivare, sviluppare, abbandonando gli schemi, uscendo dalla propria comfort zone per affrontare le sfide della vita a testa alta senza piangersi addosso, perchè in qualunque situazioni ci si trovi, se si rinuncia a lottare si è già perso.

26 comments

  1. Bellissimo articolo, anche se ne ho sentito già parlare, però, leggendo, mi è sorta una domanda: questo nuovo concetto non potrebbe essere stato inserito nella società odierna per promuovere interessi altrui cercando di rendere la persona più docile e resistente e di conseguenza creare più beneficio per chi comanda e meno per la gente comune? Non potrebbe essere una nuova trovata per fregarci tutti?

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    1. Il concetto non è nuovo e personalmente non ho i tuoi timori. La resilienza è una capacità personale, un pò come la pazienza (con cui fa rima), ognuno di noi ha il suo grado di resilienza. Se fosse come dici sarebbe un concetto molto più “pubblicizzato” invece non lo è e, se devo dirla tutta, credo esattamente il contrario…chi comanda ha paura che ci siano persone resilienti. Discorso diverso è quello dei concetti new age del “pensiero positivo”…non importa come sta andando…tu pensa positivo e vedrai che tutto andrà baene…quella si che è una fregatura. La resilienza è tutta un’altra cosa… 😉

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      1. quale sarebbe la fonte sulla disparità tatuatoria? ehehehe io a queste cose non credo, anzi ci vado contro e me li faccio pari… 🙂 eh si…sono 21…dici che sono pochi e un’altro ci sta? ahahah

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      2. Arriva da una superstizione che deriva da un’usanza dei marinai ai primi dell’Ottocento. Guarda in rete….è davvero curiosa l’informazione. Secondo me chi porta tatuaggi dovrebbe conoscere questa storia. io non ne ho ma sono curiosa di sapere 😂😂😂😂p.s. un altro non ci sta. Sei peggio di Corona😂😂😂😂😂😂

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      3. azzzz mi hai incuriosito…adesso vado a documentarmi…con tutti i disegni che ho addosso non posso non conoscere questa storia…dici che devo smetterla coi tattoo? Forse hai ragione…non vorrei arrivare al suo livello…eheheheh

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      4. la storia del ritorno a casa è bellissima, una metafora che tra l’altro ci sta benissimo con i soggetti dei miei tatuaggi…comunque ho fatto l’appello e sono 22, quindi sono ancora in viaggio…a questo punto devo scegliere “the last tattoo” anche se questo essere sempre “per mare” non è che mi dispiaccia… 😉 buona domenica SuperTitti, besito

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  2. La resilienza è un concetto meraviglioso che richiama a se altri concetti e capacità che dovremmo tutti noi coltivare. La resilienza ci insegna ad essere più calmi, più pazienti con se stessi e con il prossimo. La resilienza è anche curiosità che la vita ci possa stupire in modi inaspettati (non ci da quello che volevamo ma magari ci da altro).

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      1. E’ vero…non è affatto facile…a parole siamo tutti bravi. Mettere in pratica certi concetti è difficilissimo e, come giustamente tu dici, è frutto di un lavoro lungo e costante, non privo di sacrifici. Grazie per il complimento, mi fa molto piacere….

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