Incontri 2.0

Ho imparato ad usare le chat quando la maggior parte delle persone non sapeva neanche cosa fossero, sto parlando di oltre vent’anni fa, quando una persona a me fraternamente vicina aveva già intuito le potenzialità ancora da venire della rete, incluso questo nuovo modo avanguardistico di conoscere nuove persone. Per lui era business, aveva iniziato come Bill Gates da un piccolo appartamento in una città di provincia, ma, malgrado le sue enormi capacità e lungimiranza la faccenda ebbe uno sviluppo non proprio auspicabile e non certo per suoi demeriti, ma per l’ingordigia di certi centri di potere che avevano fiutato l’affare e che lo hanno stritolato. L’importante è che ora lui sia ancora in piedi con nuove idee sempre pronte a sfidare il sistema…
Fu in quel periodo che conobbi #IOL, la chat di Italia on line. Non so se esista ancora ma all’epoca agiva in regime di monopolio, se volevi chattare con qualcuno dovevi iscriverti a IOL. Il bello è che c’era gente vera, magari qualcuno bluffava sull’età, sull’altezza o sui chili ma era fondamentalmente lui (o lei), c’era equilibrio di presenze tra i sessi e non si trattava di caccia di cuori solitari, chat erotiche o scambi di foto improbabili, ma di una sincera chiacchierata con qualcuno che magari si trovava dall’altra parte del mondo. Ricordo ancora con nostalgia quando passai una nottata intera a parlare con il comandante (in pensione) dei Vigili del Fuoco di San Diego… un anziano signore con cui ci raccontammo un sacco di cose e che alla fine mi invitò ad andarlo a trovare, suo ospite.
Insomma era il tempo in cui internet annullava davvero le distanze ed era la frontiera per un mondo migliore e noi ci credevamo.
Oggi purtroppo non è più così. L’uomo ha questa maledetta facoltà di trovare e far prevalere il lato oscuro anche delle cose belle che riesce a creare, sarà forse perché basta una mela marcia a guastare un cesto di mele buone.
E’ successo negli anni 40 quando alcuni scienziati, mossi da un interesse scientifico, imbrigliarono la fissione nucleare; poteva essere un grande dono per l’umanità sotto il punto di vista energetico ma ci fu chi riuscì trasformarla in un’arma di morte per milioni di persone innocenti.
Così internet serviva per annullare le distanze ma quando le solite mele marce intuirono le possibilità, in più facendosi schermo dell’anonimato che la rete garantiva, la utilizzarono per irretire vittime deboli ed innocenti ed il meraviglioso giocattolo ormai si è rotto.
Oggi il mondo delle chat è una giungla senza regole in cui chi si presenta non è quasi mai chi dice di essere.
In genere vi si trovano due schieramenti: i timidi e deboli che fanno fatica nella vita di tutti i giorni e che, conseguentemente, cercano affermazione e conferme in un mondo virtuale e, dall’altra parte, gli avvoltoi che cercano di ghermire quelle facili prede. La vita è sempre una giungla…
Certo non è la regola, ma il rischio, oggigiorno, è enorme.
Avere figli (peggio ancora figlie) adolescenti che hanno libero accesso a questi canali rappresenta un pericolo che si fa fatica ad arginare senza correre il rischio di apparire repressivi.
Per questo motivo oggi prediligo la via dei blog. In fondo sono un pò meno “invasivi” e diretti, anzi rappresentano al meglio quella filosofia che definisco “message in a bottle”, un messaggio informatico sotto forma di diario lanciato nel mare della rete che può condurre ad incontri di mentalità affini. Se incontri veri possono avvenire, allora ben venga, si rischia certamente molto meno.

18 comments

  1. Assolutamente d’accordo. Se solo internet e le chat fossero usati in modo più intelligente.. sarebbero mezzi di comunicazione più efficienti e sani. Ho usato anch’io chat simili a quella che hai descritto.. e mi sono resa conto che generalizzare non ha alcun senso. Trovi gente di ogni,come se andassi al supermercato. E non mi meraviglio più di nulla,ormai.

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    1. Sono le persone che fanno del mezzo un’arma o una cosa benefica ed utile…anni fa lo abbiamo sperimentato con l’energia atomica. Giusto il tuo paragone…in fondo la stessa vita non è altro che un grande supermercato…e ormai solo i bambini si meravigliano di qualcosa… 😉

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      1. esattamente. chi si nasconde dietro questi espedienti della nuova era, chi finge di essere altro da sè, chi dice la verità. e noi dall’altro lato che, come degli “idioti”, tentiamo di scoprire con chi ci stiamo interfacciando. e scopriamo un pò di più il mondo, quello spicchio di mondo almeno.

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  2. al massimo uso whatsapp con le amiche e gli amichi, ma odio i gruppi e non appena mi inseriscono ( senza chiedermi se mi va o no) abbandono , passando per quella asociale, antipatica o peggio che se la tira. il “face to face” lo prediligo. sono vecchia. ciao Gigi
    ps. mia figlia è l’unica su una classe di 22 adolescenti che non ha ancora il cellulare.

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