Lo scritto e lo scrittore

Ogni libro, ogni scritto dovrebbe nascere e circolare anonimo. Solo così lo si potrebbe davvero apprezzare con il dovuto distacco. E la fama dovrebbe quindi toccare all’opera più che all’autore. Ma l’odierna “cultura di massa” impone i suoi idoli, personaggi che prevalgono sull’opera e diventano più importanti dell’opera stessa. Uomini e donne che spesso non sono neanche gli autori effettivi dei loro scritti, perché il successo impone ritmi forzati alla creatività e fioriscono professioni come quelle dei ghost writers. Forzare la fantasia è come cercare di imprigionare le nuvole. Lo star system impone all’individuo una prassi di riflettori e partecipazioni televisive che la sua opera non potrebbe fare al posto suo. L’opera diviene il mezzo per l’uomo quando invece, in realtà, è l’uomo che è il mezzo dell’opera. Un’opera, per quanto sia bella, non può partecipare a talk show, TG, quiz, ecc… non può testimoniare quanto sia buono uno yogurt o dimostrare che può far crescere i capelli, insomma non può generare denaro nei mille modi che il sistema ha inventato. Uno scritto può solo essere assimilato ed apprezzato coi sensi, interiorizzato, elaborato ed assorbito e può quindi esibirsi solo su quel privato palcoscenico dell’anima di chi lo legge. Uno scritto può cambiare una vita, può far maturare, farti vedere la vita con occhi diversi, il suo autore però è il solo che può cambiare il conto in banca di parecchie persone anche se ha dimenticato cosa ha scritto nell’opera (se l’ha scritta poi lui davvero, visto che viviamo nel mondo della finzione). Spesso l’opera impallidisce e resta solo il nome dell’autore, simbolo di una inutile garanzia. Mi piace pensare che l’autore sia solo un tramite illuminato tra l’ispirazione di un pensiero universale da trasmettere, tra la pagina coperta di caratteri ed il serbatoio inesauribile di una coscienza collettiva infinita a cui tutti potrebbero attingere se lo volessero davvero.

75 comments

  1. Intanto, il 2016 è l’anno del bardo. Che,forse, non è nemmeno esistito. 400 anni fa ha lasciato questa valle di lacrime e, forse, una lapide bugiardina. E ci ha lasciato Macbeth. E King Lear. Rosencrantz e Guildenstern, Caliban e Puck…
    Ecco.
    Avevo voglia di venirti a trovare, Gigi, mon cher ami. Mi cogli in flagranza di reato: leggerti di soppiatto, lontana dal mondo dei blog. Mais pour toi, mi defilo dalla latitanza e mi intrufolo a casa tua, senza rubare nulla per giunta!

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  2. tesò! ma ci seeeei! son stata un po lontana anche io da wp… ed ora ritrovarti è stata una bellissima sorpresa…
    tra il lettore e il suo libro si instaura, secondo me una bella storia d’amore sensuale,… al di la dell’autore, ma seguando il viaggio e le vite che ci fa compiere tra le sue pagine…
    è vero che molte volte, si sente l’autore che piacevolmente ci prende per mano e ci porta attraverso l’inchiostro che scrive la storia…
    a volte invece ci son libri che assolutamente non dicono nulla, ma hanno un nome alle spalle… ma io non je la fo a legger solo per l’autore!
    sbaciuzzi gigiolì!
    mi sei mancatoooooo!

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  3. Mi trovi sempre allineato …. Nel giusto nel bello . Ma il sistema è” un altro con regole alle quali ti uniformi …. Tu hai deciso di essere vero di cambiare per questo sei IMMENSO amico mio …

    Inviato da iPhone

    >

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  4. “Ogni libro, ogni scritto dovrebbe nascere e circolare anonimo. Solo così lo si potrebbe davvero apprezzare con il dovuto distacco. E la fama dovrebbe quindi toccare all’opera più che all’autore.”

    ben detto, infatti i grandi pittori rinascimentali avevano il vezzo di non firmare i quadri

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    1. Il guaio è, caro TADS, che al giorno d’oggi si compra solo il nome senza badare ai contenuti (e questo succede in ogni settore della vita, non solo nella letteratura), ciò a scapito della qualità che viene inevitabilmente soffocata…

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      1. caro Gigi, in Italia si producono circa 65.000 libri ogni anno, parlo di libri e non di copie, prevalentemente autoprodotti, prevalentemente destinati al macero oppure a finire nei camini, in alternativa a mettere in bolla il tavolaccio della casa in campagna. L’ultimo libro Italiano che ha superato 3.000.000 di copie vendute è stato “cento colpi di spazzola prima di andare a dormire”, l’ultimo libro che a livello mondiale ha sfiorato 7.000.000 di copie vendute è stato “50 sfumature di grigio”. Il livello è questo

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      2. Numeri che fanno riflettere…non voglio giudicare, ma le varie “sfumature” (ho letto solo il primo per pura curiosità letteraria sul fenomeno James) sono puro napalm cerebrale. Tra quei 65.000 di cui hai parlato vuoi che non ci sia qualche grande scrittore? Certo la maggioranza farebbe sembrare la James una nuova Hemingway, ma gente che scrive bene ce ne sta in giro. Sarà più di uno, forse decine o centinaia il cui talento andrà perduto…come lacrime nella pioggia 🙂 Italiani o stranieri, nelle mie lunghe soste in libreria, riesco ancora a scovare qualche piccolo capolavoro…forse noi nostalgici della buonapenna e soprattutto del buoncervello dovremmo scambiarci più informazioni come carbonari… 😉

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      3. ahahahah… come i carbonari 😀 😀 😀 è la legge della natura Gigi, della natura e dei grandi numeri, milioni di bambini giocano a calcio ma in serie A ne arrivano pochissimi. Indubbiamente persone che sanno scrivere non mancano ma non mancano neanche quelle che hanno velleità malriposte. Forse non lo sai ma le case editrici a pagamento spesso sono satelliti dei grandi editori, capitalizzano la vanità dei più per “contrattualizzare” e pagare i professionisti.
        La James c’entra poco, se sei un minimo scafato leggendo 50 sfumature ti accorgi che è passato almeno per quattro mani. Nell’editoria che conta i Ghostwriter la fanno da padrone.

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    1. L’autore si può intendere come parte oppure tramite di un’opera. Io sono per la seconda e naturalmente l’opera deve essere di un certo livello. Il libro di Totti o di Gattuso lo lascio volentieri all’autore. Sull’interpretazione, ogni lettore darà la sua a prescindere dall’autore, in base alle sue esperienze passate…quindi l’autore alla fine scompare…ma è solo una mia interpretazione… 😉

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  5. Eh. Come darti torto? Siamo lontani dagli amanuensi che rimanevano anonimi… Certo, non solo oggi. Pretendi forse troppo però: dopotutto non è così grave dimostrare orgoglio per ciò che si è prodotto (ok, meglio che sia davvero valido però eheheh), anche se poi questo dà il via a tutte le storture di cui parli…
    La chiusa… Beh non riesco proprio a sintonizzarmi su coscienze collettive e cose del genere, proprio no. Ma mi scuserai, vero? 🙂
    Comunque è sempre interessante leggerti, perciò non sarebbe male se scrivessi un po’ più spesso… 😛

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    1. Grande Ivano…in fondo non ce l’ho con i bravi scrittori ma col sistema in generale. Oggi si sceglie e si glorifica solo chi è in linea con le idee del “regime”, penalizzando talenti che sono fuori dal coro… la chiusa è una mia idea un pò spirituale che mi affascina, sempre presa in prestito dalle mie idee fisico-quantistiche… 🙂 mi fa piacere di vedere che, malgrado i miei lunghi silenzi, c’è ancora qualcuno che mi legge ed apprezza… un salutone

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      1. Oddio non so se è così solo oggi… in teoria il tempo dovrebbe rendere giustizia (forse sono troppo ottimista – io! 🙂 )
        Sì infatti, il legame è evidente… ma non riesco proprio a sentirne il fascino. Vabbè.
        Se siamo ancora qui è perché hai seminato bene 😉

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  6. ciao! interessante e poetica se non idealistica riflessione. la legge sul diritto d’autore italiano difende il diritto morale dell’autore sulla sua opera, ovvero, se un autore vende i diritti economici della sua opera, nessuno potrà mai mai mai negarne il possesso intellettuale e aggiungerei io affettivo. qui sulla piattaforma ognuno di noi firma a suo modo l’opera che crea, perché è fondamentale che un’opera abbia un suo autore al quale poter in un certo senso anche dirigere la nostra gratitudine o il nostro disprezzo. non so … se i racconti di Katherine Mansfield che io tanto adoro o i Quartetti di Beethoven fossero anonimi sarebbe ben strano. e perderemmo forse di vista il fatto che l’arte è un tocco divino. Se non sapessi che la Mansfield e Beethoven riuscivano ad essere persone odiose e piene di nevrosi, forse sarei meno commossa di fronte alla perfezione delle loro opere. Forse oggi la gente è meno interessata all’arte e molto di più all’immagine … se non si assiste alla nascita di opere paragonabili a quelle del passato (che poi piacciano o non è un altra storia) è forse perché abbiamo perso i contatti con l’arte stessa e con il sentimento di salvezza o catarsi o redenzione che ad essa sono legati.
    Un carissimo saluto!

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    1. interessante disamina la tua…ben venga l’attribuzione di paternità di un’opera, ma preferisco un geniale ed odioso nevrotico creatore di capolavori ad un idolo delle folle creato ad arte la cui opera ha ben poco di apprezzabile ed è solo in linea con i dettami della moda… Certo nel passato avevano Beethoven, Mozart e Chopin, oggi abbiamo il pulcino pio, DJ Francesco e Gigi D’Alessio…come non provare un pò di nauseata tristezza? Eppure anche questa spazzatura ha i suoi fan solo perchè il sistema vuole che sia così. Se si ascoltasse o si leggesse spazzatura senza sapere da dove proviene, resterebbe spazzatura, non credi? 😉

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      1. lo so; comprendo perfettamente il senso di critico disagio. dopo il fenomeno Gigi D’alessio, riesco ad apprezzare Nino D’angelo. Tuttavia, e noi non lo sappiamo più questo, anche ai tempi di Beethoven e Mozart e Chopin esistevano “artisti minori” che spesso andavano per la maggiore. Scrivevano musica da salotto, sacro o laico, che a confronto della musica di quei maestri sacri fa ridere e probabilmente riscuotevano un successo simile a quello delle pop star sopra citate. Mozart ti ricordo è stato sepolto in una fossa comune e non esiste alcuna lapide per lui, solo un monumento dove probabilmente era la fossa. Di Beethoven nessuno aveva una buona opinione e anche lui era costretto a scrivere musica d’intrattenimento per fare qualche soldo quando non era protetto da una famiglia di appassionati di musica. A Chopin andava già meglio perché decine di giovani figlie di famiglia pagavano soldoni per le sue lezioni. Era il prototipo di un divo e non credo desse solo lezioni di pianoforte. Il vero problema è la cura del prodotto. Mozart Beethoven Chopin…loro continuavano a scrivere per l’arte mentre imprecavano contro un pubblico “incolto” ed editori ladri e arraffoni. Oggi, meglio canzonette, un pubblico in delirio e il conto a molti zeri. L’arte, boh, forse ci abbiamo rinunciato. Forse stiamo aspettando. Il peso poi lo danno i media. Voglio dire: anche la Dandini ha intervistato Allevi…
        Come diceva un grande comico: c’è crisi, c’è grossa crisi.

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      2. Tutto vero. Ma almeno loro i Mozart, Beethoven e Chopin, coi mille loro difetti ce li avevano. Oggi c’è un deserto che fa paura. Sembra quasi che si viva in una società “bloccata”. Non c’è più estro, creatività. Anche nel cinema ci sono solo prequel e sequel di film che hanno fatto fortuna al botteghino secoli fa (vedi l’ultimo Star Wars che a confronto dei primi di Lucas è un orrore hollywoodiano da pelle d’oca). Questo deserto mi fa riflettere ma soprattutto mi preoccupa lo stato di anestesia totale in cui si trovano le masse che inneggiano a simili predoni (del deserto)…hai ragione, c’è crisi, grossa crisi ma se le persone non aprono gli occhi su quello che sta succedendo qui si precipita…ma questo è un altro discorso… 🙂

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      1. sottigliezza notturna, la musica non si scrive, si compone, a far i precisi… lo stesso Mogol, nel presentare il suo nuovo libro, ha specificato di ritenersi un “autore” e non un artista. Nella accezione estesa del termine… sarebbe improprio definire “artista” un romanziere, un saggista, un biografo, un paroliere, uno sceneggiatore, ecc. ecc. Viviamo in un’epoca storica in cui si tende a considerare arte anche tutto ciò che arte non è.

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      2. hmm…è l’annoso problema delle definizioni. Io credo che “artista” venga chiamato colui che, utilizzando un linguaggio specifico, abbia creato un’opera che nel tempo sia stata percepita di valore universale. Che Mogol si definisca un autore e non un artista denota la sua modestia ed in un certo senso anche la serietà con cui concepisce il suo lavoro. E’ vero pure che molte delle sue canzoni hanno un indiscutibile valore artistico. A volte ciò che arte non è, attraverso l’ingegno e il sentimento di un uomo, improvvisamente lo diventa.

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      3. apprezzo molto questa tua risposta ma non è una questione di modestia, tutt’altro, è un fattore di codificazione, l’arte contemporanea non è più l’olimpo, non è più un qualcosa che sta al di sopra di tutto, è semplicemente una espressione (spesso becera), una delle tante, della umanità, ciò non significa che sia il valore assoluto. Per meglio significare il mio pensiero ti porgo alcuni esempi adottando un linguaggio prosaico al fine di sintetizzare per non abusare dello spazio che Gigi gentilmente ci concede…

        nella celeberrima puntata del MCS “uno contro tutti”, il solito idiota seduto in prima fila si permise di chiamare “artista” Carmelo Bene, per risposta ricevette un sonoro vaffanculo seguito da una serie di insulti (passaggio tagliato nella versione che andò in onda ma io ero tra il pubblico al teatro Parioli), quello stesso vaffanculo che si beccherebbe chiunque osasse definire “artista” Riccardo Muti.

        soffro di insonnia e quindi spesso faccio zapping nelle ore notturne, ti cito due vecchie interviste che ogni tanto passano in tv di notte:

        Moravia: ” è da idioti considerare artista uno scrittore”

        Luciano Vincenzoni ( uno dei più grandi sceneggiatori Italiani scomparso da pochi anni): “io sono uno sceneggiatore, non sono assolutamente un artista”

        i grandi registi, quelli della golden age e quelli attuali, amavano e amano essere chiamati Maestri, si incazzano terribilmente quando qualcuno osa etichettarli come artisti

        dici bene, artista è colui che scolpisce, in modo indelebile, le pietre miliari della evoluzione, purtroppo nei tempi moderni vengono definiti artisti anche saltimbanchi, ballerine di fila, imbratta muri e tele, acrobati circensi, strimpellatori e ugole da strapazzo, improbabili provocatori e autori di paranoiche installazioni. La cosiddetta arte moderna è, di fatto, quasi sempre una scappatoia speculativa, come diceva mio nonno: “non si fanno più quadri che si capiscono e nemmeno statue che emozionano perché non esistono più i Caravaggio, i Michelangelo, i Bernini, i Canova e compagnia andante (sarebbe lunga citarli tutti)”

        non regge manco il concetto della “interpretazione” e del “messaggio intellettuale”, la merda in barattolo di Manzoni e le tele rasoiate di Fontana… sono un termometro per misurare la stupidità di una corrente di pensiero totalmente in carpione.

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  7. Ciaoooooo!😊😊😊😊
    Sai che nonostante io sia libraia da 21 anni non riesco a darti tutti i torti?
    Nel senso che sebbene a fronte di tutte le proposte editoriali tra le quali possiamo scegliere oggi, gli autori veramente “forti” verrebbero penalizzati. Come poter scegliere solo dal titolo? Eppure a volte spendi dei soldi per autori famosi, acquistando dei libri per cui non si sono seriamente impegnati e rinunciando, magari, a qualcos’altro che, sebbene ci attragga come grafica e titolo, non emana la stessa fiducia proprio perchè scritto da un perfetto sconosciuto.
    Ebbene, non riesco proprio a dire che il tuo ragionamento non fili ma, da lettrice, mi sentirei un po’ “persa”.
    Un caro saluto!

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    1. I libri sono un settore di nicchia quando invece dovrebbero essere il pane quotidiano di tutti per crescere… E quelli che vendono sono in mano a chi controlla il sistema quindi non fanno granché progredire… A me piace andare a caccia di sorprese, certo meno conosciute, ma spesso portano grandi soddisfazioni… Ciao bella Nadia 😘

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  8. A volte un libro lo si compra poichè sulla copertina,a caratteri cubitali, trovi il nome dell’autore famoso che tutti hanno sulla bocca. Copertina dove il titolo dell’opera è scritto a caratteri dimezzati rispetto al nome dell’autore. Poi inizi a leggerlo e lo finisci col pensiero che non era un granché.

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  9. Sai a volte mi piace andare ad intuito e leggere cose di perfetti sconosciuti, e devo dire che ho avuto bellissime sorprese! Sarà perché quando fanno tanta pubblicità di qualcosa inizia a starmi antipatico a prescindere 😛
    Bentornato Gigi 🙂

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  10. ohhh giggino! che gran rientro… a me fa venire l’orticaria da pianto fariseo il buon Erri de luca…Il povero Carroll lo si bistratta di recente, ma quello è un libro di iniziazione alla vita, un gioco a rebus geniale…insomma guagliu’ è un classico che se l’è guadagnata la nomina a classico…

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    1. ohi Frà, che piacere…in effetti sono stato latitante… anche io sono un fan di Carroll, uno di quelli che bisogna leggere con quattro occhi…io adoro quelli che si “nascondono” dietro i racconti per bambini per comunicare…dal Piccolo principe fino ad arrivare a Star Wars…se hai occhi per vedere puoi scoprire mondi fantastici… 😉 Un abbraccio vecchio mio…

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  11. Bentornato Gigi! Sei come quei romanzi pubblicati a puntate nell’Ottocento. Ti fai desiderare ma non deludi. Una riflessione che condivido. Oggi tutto è mercificazione e si è perduto il piacere della scoperta. Tutto è sbandierato, predigerito, strillato. Siamo imboniti da troppi falsi profeti di verità da social.

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    1. Melinda! E’ sempre un piacere tornare…mi ripropongo di farlo più spesso poi mi lascio prendere dalla vita e dalle distrazioni… hai ragione, stiamo sprofondando verso il baratro della mercificazione a scapito della qualità e del piacere di leggere qualcosa che arricchisca davvero…un bacione, darling!

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  12. Ed è così che nascono i mostri sacri della letteratura, gli intoccabili. Quegli autori o quelle opere che devi avere letto e soprattutto ti devono essere piaciute.
    Qui lo scrivo, e non lo nego, che Philip Roth mi fa venire il latte alle ginocchia, che ho trovato illeggibile Il maestro e Margherita, che prenderei a calci in culo Alice nel paese delle meraviglie, che non sono mai riuscita a finire Sulla strada di Kerouac e che Murakami è solo uno scribacchino paraculo.
    Così a caldo non me ne vengono in mente atri ma probabilmente potrei andare avanti per ore.

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    1. Ed hai tenuto un profilo alto…ad alti livelli può essere anche una questione di gusto personale (vedi Carver..ahahahah), ma a livelli più terra terra la questione letteraria si fa incresciosa…Fabio Volo, Stephen King, Winslow ecc… così sei costretto ad affidarti al tuo intuito personale per scovare perle che vale la pena leggere. Ultimamente sto sponsorizzando Stefànsson…ehehehe

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