Day: 19 aprile 2021

Le “interviste impossibili”: Dialogo con il potere

“Io non ho paura di un esercito di leoni, se sono condotti da una pecora. Io temo un esercito di pecore, se sono condotte da un leone.” – Alessandro Magno

L’appuntamento odierno riguarda un ospite che potremmo definire VIP, amato e desiderato da tutti, infatti non vi è persona al mondo che non aneli a possederlo in qualche modo ed il più delle volte si è disposti a fare qualunque cosa pur di ottenerlo anche in minima parte. Insieme all’amore è una delle due grandi forze che muovono il mondo, che ne delineano i confini e che distribuiscono tra gli uomini vita e morte.

D: “Inizi pure col presentarsi. Il concetto lo hanno tutti ben presente, ma cos’è davvero il potere?”

R: “In effetti io ho tante di quelle sfaccettature che riuscire a darmi una definizione univoca è pressoché impossibile. Inoltre ritengo che, alla pari del tempo, ho una concezione strettamente soggettiva e mai universale, in altre parole, così come il tempo non trascorre uguale per tutti, così il potere non è uguale per tutti.
Max Weber diceva che il potere è la possibilità che un individuo, agendo nell’ambito di una relazione sociale, faccia valere la propria volontà anche di fronte ad una forte opposizione.
Questa è una definizione che mi rispecchia molto, ma in estrema sintesi potrei dire che il potere è il mezzo attraverso il quale si può influenzare ogni decisione altrui.
Si faccia particolare attenzione a questo aspetto, perchè si è sempre portati a credere che io sia espressione di qualcosa di “coercitivo”, una sorta di imposizione della volontà di chi detiene il potere su chi invece non ce l’ha. Ebbene non è sempre così, anzi potrei dire che nella maggior parte dei casi il mio esercizio è alquanto subdolo, potendo far compiere agli altri determinate azioni che pensano di aver deciso loro ma in effetti così non è. E’ la sottile distinzione tra il potere inteso come forza e autorità e quello invece che deriva dal consenso.
Nei secoli passati venivo identificato quasi sempre con il primo caso, mentre con l’avvento delle democrazie a livello mondiale è prevalso il secondo ma si faccia attenzione perchè oggi, molto difficilmente esiste un consenso davvero libero.
Infatti ho scoperto che si prova molto più gusto a far compiere alla gente le azioni che io desidero manipolandole sottilmente, piuttosto che costringerle con la forza.
In fondo, così facendo, ottengo il duplice obiettivo di raggiungere il mio scopo facendomi persino degli amici, invece che ottenere lo stesso scopo inimicandomi tutti.
A conferma di ciò che ho appena detto, il saggio Seneca, millenni fa affermava che “La prima arte che devono imparare quelli che aspirano al potere è di essere capaci di sopportare l’odio”. Ebbene, al giorno d’oggi non c’è più bisogno di tutto questo odio perchè, come ho appena detto, la manipolazione evita questo inconveniente.

D: “Quindi sta dicendo che i modi con cui il potere si esercita oggi sono diversi rispetto a quelli di un tempo? Se i metodi sono cambiati, è cambiato anche lei oppure il concetto è rimasto lo stesso?”

R: “Oh si, sono molto diversi. Così come si è evoluto l’ambiente e la tecnologia in cui l’uomo vive, allo stesso modo mi sono evoluto anche io. Se ci pensa un attimo, questo concetto è persino logico. Un tempo non esistevano i giornali nè, tantomeno la televisione ed il concetto di “mezzi di comunicazione di massa” in generale era sconosciuto. I gruppi sociali erano stanziali, non esisteva la possibilità di viaggiare all’altro capo del pianeta in poche ore, per cui chi esercitava il potere in una grande città o anche in un villaggio di qualche secolo addietro non aveva altra scelta che la difesa del potere con la forza del proprio esercito, sia contro gli avversari esterni che quelli interni. Le idee viaggiavano con lentezza ed i cambiamenti erano visti con occhio avverso.
Oggi è esattamente il contrario, idee, persone ed innovazioni viaggiano a velocità un tempo impensabili e ciò che può sembrare valido oggi, domani potrebbe non esserlo più e quindi bisogna essere in possesso di strumenti molto più agili ed efficaci di un ingombrante e poco gestibile esercito che oggi risulterebbe del tutto inutile e dispendioso.
Paradossalmente, secoli fa le persone potevano pensare molto di più con la loro testa di quanto non succede oggi, per questo chi prima attentava al potere costituito doveva essere eliminato fisicamente.
Oggi, al contrario, la gente non ha più idee proprie perchè si appiattisce su ideali, concetti e mode preconfezionati dal sottoscritto per mantenere la massa sotto controllo ed impedirle di pensare troppo…in fondo è risaputo che meno la gente pensa e più è facile mantenere il potere da parte di chi detiene il monopolio delle idee.
Ne vuole una conferma empirica? Pensi ai grandi geni del passato in ogni campo dello scibile umano: arte, letteratura, musica, scienze…era tutto un proliferare di capolavori inimitabili. Il genio era libero e poteva esprimersi come desiderava. Mi dica, da quanti decenni non ascolta un brano musicale che abbia l’armonia delle note di un Mozart o di uno Chopin, oppure un’opera d’arte pari a quelle rinascimentali o un romanzo o una poesia che lontanamente si avvicinino alla bellezza e genialità dei componimenti danteschi o degli scritti di un Dostoevskij?
Oggi non è più possibile perchè io ho inaridito la fonte, mi basta che qualcuno stupido e famoso faccia o indossi qualcosa sui social o in TV e ci sono milioni e milioni di pecore che fanno le stesse cose e si vestono con gli stessi, identici indumenti. Non le sembra fantastico? Su questo piano, oggi, tra convincere le persone ad indossare una maglietta o un paio di occhiali e fargli indossare un’idea non c’è alcuna differenza.
Ecco, oggi il potere è questo ma non lo racconti in giro perchè se ne sono accorti in pochi…”

D: “Alla luce del cambiamento profondo da lei descritto, i modi di esercitare il potere sono aumentati o diminuiti rispetto al passato? Oggi quanti tipi di potere ritiene che ci siano?”

R: “A ben rifletterci credo che siano aumentati. Oltre a quelli classici della sovranità violenta, dei vari credo religiosi, della bellezza, del denaro, del carisma innato e dell’amore che rimane ancora oggi il più potente di tutti, i quali hanno sempre esercitato una indubbia influenza sui corpi e sulle anime della gente, oggi il potere è molto più sfaccettato. Basti soltanto pensare che, nell’accezione sociologica, ai tre poteri classici esecutivo, legislativo e giudiziario, si è aggiunto quello che viene definito il “quarto potere” e cioè quello dei mezzi di comunicazione che oggi influenza pesantemente gli altri tre.
Inoltre, con l’aumento della massa di informazioni a disposizione oggi, e la sua fruibilità capillare attraverso la rete di internet, si sta facendo strada un nuovo tipo di potere molto importante che è quello della conoscenza, ma molti o non ne sono ancora consapevoli, oppure non sanno bene come utilizzarlo.”

D: “In base alla sua esperienza, qual’è il potere più difficile da mettere in atto?”

R: “Ritengo che ogni potere, per essere efficacemente utilizzato, debba abbinarsi ad una mente capace, altrimenti è come mettere una pistola carica in mano ad un bambino. Può fare del male a se stesso e a chi gli sta intorno. Inoltre, quasi tutti i poteri sono inefficaci se sono in mano a persone stupide. Uno stupido riesce ad esercitare un unico potere se ne è in grado, quello della forza bruta e della violenza. Quest’ultimo potere non richiede molta intelligenza ma solo una banale crudeltà.
Detto questo, ritengo che il potere più difficile da mettere in atto sia quello del controllo di se stessi.
Potrebbe sembrare scontato ma quest’ultimo, alla pari dell’amore, è il potere più intenso di tutti. La storia è piena di esempi di grandi sovrani e condottieri che sono riusciti a dominare il mondo intero ma alla fine sono stati vittime di se stessi. Ma la stessa cosa succede anche alle persone comuni.
Quante volte si fanno buoni propositi per smettere di fumare, di bere, di mangiare e di avere cattive abitudini che sappiamo che possono portarci alla rovina…eppure sono pochissimi coloro che riescono a mettere in pratica quello spaventoso potere e a dominare i loro nefasti desideri.
Controllare se stessi implica una corrispondente comprensione di chi siamo davvero e capire se stessi è ciò che fa la differenza tra un uomo libero ed uno schiavo, tra una persona che agisce in piena consapevolezza ed una che lascia che le cose accadano senza fare nulla per cambiarle.
Come diceva il grande Oscar Wilde, “Un uomo padrone di sè può far cessare un dolore con la stessa facilità con cui può inventare un piacere.”
Non le pare che sia questo il potere assoluto?”