C’era una volta

C’era una volta chi credevi di essere, oggi c’è qualcuno che non ti aspettavi che fossi. Hai davvero tracciato tu quel sentiero che ti ha portato sin qui? Sembrerebbe proprio di si anche se non te ne sei accorto affatto e sei finito in una selva oscura che non vuol dire che non sia bellissima.
Chi guida davvero la tua mano, le tue gambe, chi ci fa ammalare di un male inguaribile e poi ci guarisce? Cosa ci porta ad amare follemente una donna che altri hanno trovato poco interessante o addirittura odiato? Siamo davvero noi a fare cose così insensate? Ma poi davvero sono insensate o siamo noi che non riusciamo a vederne il senso?
A volte ti vengono idee geniali o magari soltanto riesci a fare con semplicità ciò che ad altri riesce impossibile. E’ merito tuo? Nessuno si è mai chiesto da dove sia scaturita quell’idea geniale, quell’abilità manuale che tu non ti sei mai sforzato di affinare ma che ti riesce così facile?
Nella vita passano dei treni a cui non facciamo caso e non perchè non siamo mai in stazione, ma soltanto perchè su un treno tutti ci siamo già e non pensiamo mai a cambiarlo e prendere la coincidenza per un’altra destinazione, forse perchè su quel treno qualcuno ci ha messo tanto tempo fa senza darci la possibilità di sceglierla quella destinazione e quindi proseguiamo seduti comodi guardando il mondo e la vita che scorre da un finestrino.
C’era una volta qualcuno che guardava senza vedere, che ascoltava senza sentire, che era contro qualcuno o qualcosa ed a favore di qualcun altro o qualcosa d’altro, qualcuno che non credeva esistessero le mezze misure, senza sapere nemmeno cosa stava misurando.
C’era una volta qualcuno che era dentro se stesso credendo che tutto il resto fosse fuori e che lo osservasse e giudicasse senza sapere che è possibile farlo da soli con se stessi, e limitarsi alla sola osservazione, lasciando il giudizio agli altri, tanto di quello non ce ne frega nulla.
C’è oggi qualcuno che domani non sarà quello che sta scrivendo oggi e che magari, visto che la selva oscura si infittisce, potrebbe essere tentato di tornare indietro senza sapere che comunque sta andando avanti.

28 comments

  1. Ciao Simo 🙂 Io credo che sia un treno davvero speciale quello sul quale ci troviamo, forse dovremmo guardare un po’ di più dal finestrino …
    ti lascio un grande abbraccio e ti auguro una bella giornata!! 🙂

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  2. L’involuzione è la fine dell’evoluzione. La nuova era dell’Acquario ha come principi basilari la comunicazione e la consapevolezza ma è chiaro che pochi sono coloro che hanno compreo il vero significato.

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  3. Oh là là, mon Gigi!
    Comment ca va?
    Direi sempre sul treno giusto: il direttissimo alchemico che conduce, tappa dopo tappa, verso l’essenziale. Che sembra poca cosa, ma è, al contrario tutto.
    E per arrivare all’essenziale, occorre buttar via il ciarpame, ossia tutto l’armadio, tutte e quattro le stagioni, per rimanere nudi.
    A quel punto, cucirsi il vestito giusto per noi, prendendo solo i filati migliori, quelli che no ci procurano allergie, misurando gli spigoli affinché la vita non ci stia troppo stretta.
    Ah, che bello ritrovarti: mi mancasti!

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    1. Oh che bello rileggerti, cherìe. E’ vero, ciarpame ne abbiamo accumulato tanto…fossero poi solo robe e robette che si possono regalare o relegare in fondo a qualche armadio giù in cantina…spesso in quel ciarpame vi sono anche determinate persone ma noi non ci formalizziamo e proseguiamo per la nostra strada. Un bisou e a bientot, mon tresor…

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  4. Ciao Gigi, cogli sempre nel segno! In effetti a me è capitato di cambiare treno. Non so come ero capitata in quello vecchio ma ad un certo punto mi sono ritrovata su un nuovo treno. Sicuramente preferisco questo e mi conforta sapere che ce ne sono altri. Per me la vita vera è iniziata quando mi sono spogliata dei condizionamenti altrui (come hai scritto tu) che avevo sempre considerato come farina del mio sacco. Apprezzo molto la libertà di poter godere di questa nuova consapevolezza.

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    1. infatti non avevo dubbi che sul treno ci fossi anche tu…hai ragione, l’unica cosa che non si afferra in pieno è come mai ad un certo punto scendi da quel treno affollato per salire su un altro in cui ci sono molti meno passeggeri e che porta ad una destinazione sconosciuta… 😉
      Un bacio e a presto, Laura

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  5. Ciao Gigi, che bello leggere queste riflessioni, sono domande e risposte che mi sono dato più volte fino ad oggi e che ho dovuto correggere o ritrattare… io penso che sia complicato determinare un valore di incidenza relativo alla singola volontà e alla gestione delle reazioni ai fatti della vita… “siamo chi siamo” per citare una canzone… penso sia molto più nelle nostre mani l’interazione su chi non vogliamo essere rispetto a quella su chi siamo veramente…

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    1. Infatti caro Erik certe domande sono frutto di un momento della nostra vita, la quale è in continuo mutamento e quindi l’angolo visuale di ogni cosa si sposta sempre. Se poi ci mettiamo anche il peso dei condizionamenti subiti, tra cultura, luogo di nascita, religioni varie, scuola, genitori e tutto il resto, allora davvero si rischia di impazzire 🙂 Già…siamo chi siamo…ma chi siamo davvero? 😉

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      1. la cosa più bella è che la risposta rischia di valere solo qualche secondo o minuto… a questa domanda si dovrebbe rispondere durante tutto il corso della vita, tanto che forse ha senso farcela solo alla fine mutandola in chi siamo stati?? 🙂

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  6. E’ sempre la via più comoda dare la colpa gli altri delle cose che non vanno, della vita che non ci soddisfa e cose simili. Solo se si riesce a fare i conti con se stessi e a conoscersi davvero allora si è in grado di cambiare la propria vita e di prendere le decisioni giuste per noi!
    Buon pomeriggio 🙂

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    1. Hai ragione, Silvia, ma resta il fatto che ciò che ci portiamo dietro, tra condizioni famigliari e scelte, non possiamo cancellarlo, anche se ci rendiamo conto che sono stati punti sfavorevoli alla nostra personale e completa realizzazione. La verità è che alcuni di noi sono costretti ad accontentarsi e ad adattarsi, se non intendono impazzire.

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      1. Giustissimo. Ci metto anche il carico: la maggior parte delle persone crede di avere una “personalità” quando invece è solo una scatola vuota in cui ci hanno buttato dentro tutto il ciarpame formativo di questa società malata. Insegnanti, preti, genitori, amici, televisione…e tutti ragionano con quei filtri che non sono suoi. Quindi o ti adatti e ti accontenti, oppure impazzisci o ti ammali… 😉 Ciao!

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    2. Dare la colpa agli altri, alla sfortuna, alla pioggia, ad un dio o chissà che altro, significa che non si è capito nulla di come “funzionano” le cose. Il momento che viviamo è solo il frutto delle nostre scelte passate e ciò che adesso stiamo facendo determinerà il nostro futuro, da qui non si scappa…. 😉 Un salutone a te!

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